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Muore in ospedale durante il ricovero I figli si rivolgono alla Procura
GROSSETO. Giovan Battista Terrosi aveva 91 anni ma nonostante la sua età avanzata aveva dimostrato un attaccamento alla vita che gli aveva fatto superare anche un’emorragia cerebrale. Ma le armi che aveva si sono rivelate spuntate per combattere una broncopolmonite, probabilmente contratta durante il ricovero. I figli dell’anziano, morto il 16 aprile scorso all’ospedale Misericordia di Grosseto, si sono rivolti all’avvocato Simone Falconi che ha presentato un esposto alla Procura per verificare che sia stato fatto tutto il possibile per salvare la vita all’anziano.
Giovan Battista Terrosi era stato ricoverato in codice giallo all’ospedale di Grosseto il 20 marzo, per una sospetta emorragia cerebrale e la stessa sera era stato trasferito nel reparto di Osservazione breve intensiva del Misericordia, dove è rimasto ricoverato fino al 25 marzo, quando è stato spostato nel reparto di Neurologia. «Stava meglio - spiegano i figli nella querela presentata alla Procura - tanto da riuscire a mangiare cibo sminuzzato e frullato e acqua gel, perché comunque aveva alcune difficoltà a deglutire. Però nei giorni successivi, si era ripreso bene: parlava e aveva ripreso a mangiare senza problemi». Durante la degenza, Giovan Battista aveva risposto bene alla terapia riabilitativa. Era stato sottoposto a tre Tac per il controllo dell’evoluzione dell’emorragia cerebrale e anche due radiografie al torace dalla quali non sarebbe emerso nulla di significativo. «Avevamo richiesto i referti delle Tac e degli altri esami - spiegano i figli dell’anziano - ma non ci sono ancora stati consegnati». Che il novantunenne si fosse ripreso bene, lo dimostrerebbero i video e le foto che i due figli hanno fatto al loro padre in ospedale e che ora sono stati consegnati alla Procura. Venerdì 12 aprile l’uomo sarebbe stato dimesso dall’ospedale: pochi giorni prima avevano contattato il medico curante per redigere il certificato per la richiesta di aggravamento dell’invalidità. Il medico aveva attestato che all’ascoltazione del torace «non c’erano rumori aggiunti», ma cinque giorni dopo - il 10 aprile - le sue condizioni si erano aggravate improvvisamente e dopo una visita pneumologica, risultò una «grave polmonite bilaterale», tanto che gli furono somministrati tre diversi tipi di antibiotici a largo spettro. Giovan Battista è morto in ospedale, il 16 aprile e ora i suoi figli che più di una volta avrebbero chiesto la copia della cartella clinica dell’anziano, hanno chiesto alla Procura se sia stato fatto tutto il possibile per salvargli la vita. — F.G.
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