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San Leopoldo ricorda la strage nazifascista
MARINA DI GROSSETO. Domani alle 16,30 la sezione Anpi Elvio Palazzoli di Grosseto, insieme agli abitanti del posto e alle autorità cittadine, commemorerà i caduti civili per mano dei nazisti nella strage di San Leopoldo, 75 anni fa.
La cerimonia si terrà alla Fiumara di San Leopoldo (Casotto dei Pescatori) al casello idraulico nella campagna maremmana tra il Cristo e Marina di Grosseto, sull’argine del fosso Tanàro, dove il 12 giugno 1944 i nazisti uccisero sei civili – uomini, donne, una madre col suo bambino e un adolescente – che dalla primavera di quell’anno con alcune famiglie si erano rifugiati lì.
«Al Cristo alcuni fascisti avevano detto ai nazisti che al San Leopoldo c’erano nascosti dei partigiani e dei militari scappati», raccontava al Tirreno cinque anni fa Alberto Madioni, fratello di Roma, una delle vittime della strage. Qualche giorno prima della strage alcuni fascisti e alcuni nazisti avevano visitato San Leopoldo e si erano fermati a fare merenda. Gli stessi nazisti tornarono quel 12 giugno, un lunedì. Ad alcuni spararono a bruciapelo, ad altri gettarono contro bombe a mano. Un ragazzo di 16 anni si era nascosto in una cisterna; i nazisti vi buttarono dentro una granata.
La verità non è mai stata accertata. Nessun processo, nessun colpevole. Un cippo e una lapide, messi dagli abitanti e dall’Isgrec, ricordano la strage. Per anni la cerimonia si è tenuta alla lapide al pattinodromo di Marina in occasione della Festa della Liberazione. L’Anpi vuole però ricordare i martiri di San Leopoldo anche laddove caddero. —
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