Il Tirreno

Grosseto

l’incidente del 2017 

Camionista morì nel tir in fiamme Titolare sotto accusa

P.S.
Camionista morì nel tir in fiamme Titolare sotto accusa

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ORBETELLO. Non era sicuro l’autoarticolato Scania che si era ribaltato sull’Aurelia, nei pressi di Albinia, e nel quale trovò la morte il conducente, Domenico Di Liscia, 40 anni, di Aprilia. Ne è convinta la Procura di Grosseto che ha chiesto il processo per il titolare della ditta per la quale Di Liscia lavorava come dipendente, Riccardo Piattella, 24 anni, anche lui di Aprilia. Rinviato a giudizio, per lui il processo si è aperto nei giorni scorsi davanti al giudice Giovanni Puliatti: formalità di rito per la cosiddetta udienza filtro e rinvio a novembre per l’inizio del dibattimento con l’audizione dei primi testimoni.

Omicidio colposo in relazione alle responsabilità del datore di lavoro è l’accusa mossa. L’incidente era avvenuto lungo la corsia sud, ad Albinia, nella zona delle Topaie, poco dopo le 22. L’autoarticolato (che trasportava bottiglie d’acqua caricate qualche ora prima a Pisa) era finito contro la barriera centrale in newjersey e poi si era ribaltato. Secondo l’imputazione, si era generato un corto circuito causato dal danneggiamento dei cavi dell’impianto elettrico a servizio del trattore: l’innalzamento della temperatura aveva provocato un incendio e le fiamme avevano attaccato il gasolio fuoriuscito dal serbatoio di destra, che si era rotto per l’impatto. Tutto il mezzo aveva preso fuoco, Di Liscia era rimasto imprigionato all’interno dell’abitacolo. Il suo corpo senza vita era stato estratto intorno alle 3 della notte. Il traffico era rimasto chiuso fino al completamento delle operazioni di soccorso, fino al pomeriggio, quando il personale di Anas aveva terminato di raccogliere le bottiglie. I carabinieri erano risaliti a ditta e titolare solo grazie alla targa del tir.

Quell’autoarticolato, immatricolato nel 1997, non sarebbe stato in regola, secondo la Procura: perché il titolare dell’azienda non avrebbe sottoposto a revisione né il trattore né il rimorchio e non avrebbe aggiornato la carta di circolazione una volta che era stato installato quel serbatoio supplementare da 600 litri da cui sarebbe uscito il gasolio che aveva costituito il combustibile dell’incendio. — P.S.

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di Redazione web