Il Tirreno

Grosseto

«No all’abbattimento degli alberi per lasciare spazio al cemento»

Matteo Della Negra
«No all’abbattimento degli alberi per lasciare spazio al cemento»

Per Matteo Della Negra (Grosseto al centro) il verde è un patrimonio la cui salvaguardia è indispensabile per il futuro della città  

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l’opinione

«Lascia l’amaro in bocca leggere, nell’istruttoria riguardante i 15 pini abbattuti ieri in via Col di Lana, che quegli alberi sono considerati alla stregua di “arredo urbano”. È necessario cominciare a pensare agli alberi di Grosseto come a un patrimonio. Sono un patrimonio e non si dovrebbe autorizzarne l’abbattimento se non per comprovati motivi di pubblica incolumità. E poi per cosa sono stati abbattuti? Per fare spazio ad altre edificazioni. Come nella gestione del verde pubblico, anche in materia di progettazione urbanistica sono state fatte e si continuano a fare scelte discutibili; basti vedere l’effetto sulla congestione del traffico cittadino in alcuni nodi critici per la viabilità. Se guardiamo al passato, Gorarella veniva considerata un quartiere modello. Il quartiere di Barbanella, che fu concepito come un modesto quartiere popolare, è un giardino ricco di spazi e aree verdi, se confrontato con certi quartieri realizzati più di recente. Dovremmo smettere di consumare ulteriore suolo e smettere di rinunciare al verde per costruire, sia fuori che dentro la città. Bisogna avere il buonsenso di dire stop. Non un centimetro in più di cemento. È necessario che le intelligenze, le energie e le risorse della politica si concentrino sul recupero dell’esistente. Il centro storico è in continua sofferenza. Smettiamo di rovinare la città; ci stiamo comportando come cellule impazzite che originano necrosi e tumori nel corpo che abitano. Se vogliamo recuperare il centro storico e scongiurare il fatto che si trasformi in una periferia disagiata al centro della città, è necessario mettere in condizione le persone e dargli dei motivi affinché tornino ad abitarlo. Smettiamo dunque di consumare suolo e di distruggere il nostro patrimonio arboreo, ma diamo spazio al bello e al benessere.

Ogni amministrazione, a cui noi cittadini diamo mandato di governare per cinque anni, dovrebbe pensarci bene prima di compiere autonomamente scelte che cambieranno per molti anni il volto dei quartieri in cui viviamo (sto pensando al taglio degli alberi ma ciò vale anche per molti altri ambiti). Semmai, un gruppo di amministratori illuminati, farebbe bene a imbastire un serio percorso partecipativo, che parta dall’ascolto delle esigenze e delle aspirazioni della comunità, e che la accompagni, avvalendosi dei contributi degli esperti, a ponderare e a fare consapevolmente la scelta migliore. È necessario andare incontro alla città, nei quartieri, negli spazi pubblici, dedicando il proprio tempo a tutti, a cominciare dai più deboli. Un ascolto continuo nel tempo e capillare nei luoghi e nelle pieghe della comunità grossetana è la base irrinunciabile per qualsiasi scelta proficua per noi e per la nostra città. Pretendiamolo!». —

Matteo Della Negra

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