Gioco
Le nuove regole per via Giordania «180 giorni di sosta poi via in altra area»
L’assise modifica le norme sulle aree per i “giostrai” In un video momenti di tensione tra il sindaco e Asia
. Una toppa sul buco creato da quella che il capogruppo del Pd Lorenzo Mascagni ha definito «ordinanza “ruspa”, un po’ alla Salvini». Questo sarebbe il senso dell’atto votato ieri dal consiglio comunale, convocato d’urgenza, per modificare il regolamento sulla concessione delle aree per gli spettacoli viaggianti. Ovvero: via Giordania. Una seduta preceduta dalla diffusione del video in cui interessati e un gruppo di “Asia” ha affrontato con toni duri il sindaco.
Una soluzione «tampone, non stabile né definitiva come vorrebbe la giunta», scrivono i consiglieri comunali del Pd e della Lista Mascagni Sindaco che si sono astenuti. Assenti in blocco, invece, i consiglieri di M5s, ma non ci sarebbero dietrologie: tutti impossibilitati – spiega una dei consiglieri, Daniela Lembo – vista la convocazione d’urgenza del consiglio comunale stesso. Il regolamento modificato consente ai soli titolari di una licenza per l’esercizio degli spettacoli viaggianti, di sostare, con le loro case mobili, nell’area di via Giordania, per 180 giorni all’anno. Ovviamente occorre anche l’esercizio effettivo dell’attività nel territorio comunale per tutto il periodo di sosta.
Come ha spiegato l’assessore alle attività produttive, Riccardo Ginanneschi, ai 180 giorni in via Giordania si possono aggiungere altri 180 giorni in un’altra area di “compensazione”, da individuare e attrezzare, sempre collegati al periodo di lavoro effettivo nel Comune di Grosseto.
Ma quale sarebbe la soluzione definitiva? Il centrosinistra ha provato a introdurla con un emendamento che chiedeva di prevedere un’area che potesse accogliere in modo stabile i giostrai che risiedono nel Comune, ma non solo loro. Ipotesi bocciata dalla maggioranza, in quanto l’emendamento è stato giudicato “fuori tema” rispetto al regolamento oggetto di modifica. Per Gino Tornusciolo (CasaPound), quell’emendamento era «una follia», perché «l’unica esigenza che il Comune deve tutelare è quella della legalità: o si ha il diritto di stare in un luogo o non lo si ha».
È intervenuto anche il vicesindaco Luca Agresti sottolineando che «con questo atto, per la prima volta, si chiede al consiglio comunale di prestare attenzione a queste persone, perché possano restare là dove sono, nella legalità, e anche in condizioni migliori».
Lo sgombero dell’area di via Giordania, infatti, prelude a un intervento da 37mila euro, per riqualificare l’area stessa realizzando 24 stalli dotati, ciascuno, di allaccio alla rete elettrica, alla rete idrica e a quella fognaria. Agresti ha parlato anche delle situazioni di persone che non avranno titolo a tornare lì: «In alcuni casi l’unico percorso possibile è la presa in carico da parte dei servizi sociali». Sia Mascagni che De Martis hanno rimarcato che non è vero che sia la prima volta che il Comune si occupa della questione. Lo ha fatto almeno dal 2006, fino all’ultima ordinanza del 2016 del sindaco Bonifazi che legittimava lo stazionamento in via Giordania fino al settembre 2016. Poi più nulla per due anni e mezzo, fino all’ordinanza di sgombero emanata in piena campagna elettorale, a maggio. In un comunicato dei due gruppi di opposizione si afferma che «in questi due anni e mezzo vi sarebbe stato modo di affrontare la questione in modo diverso, senza produrre l’allarme sociale che è stato provocato dall’ordinanza di sgombero piovuta in capo a queste famiglie, alle quali è stato ordinato di lasciare l’area in trenta giorni. Un’ordinanza emanata senza immaginare cosa sarebbe accaduto il trentunesimo giorno». È forte il dubbio che la nuova disciplina sia una soluzione: «Specie nel periodo invernale una volta esaurito il periodo dei luna park, queste famiglie rischieranno di trovarsi prive di un titolo per continuare ad abitare in una qualsivoglia area pubblica del territorio comunale, pena l’irrogazione di pesanti sanzioni. E la “soluzione” prospettata in commissione – “andranno in un campeggio” – non ci pare che possa definirsi tale». —
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