Gioco
L’ambulatorio non c’è L’odissea di chi soffre di una patologia allergica
Chi è costretto a recarsi a Siena o a Firenze per diagnosi, cure e controlli si appella ai vertici dell’Asl perché riattivino il servizio
È un calvario prendersi cura di se stessi per chi soffre di una patologia di natura allergica. Ci sono casi in cui bastano i rimedi e le cure indicati dal medico di famiglia, ma anche casi in cui la diagnosi non è immediata o gli effetti della patologia sono talmente invalidanti che è necessario sottoporsi periodicamente alle visite di uno specialista. Chi vive a Grosseto e deve fare i conti con una patologia simile è costretto a recarsi alle Scotte di Siena o a Firenze perché all’ospedale Misericordia – presidio sanitario di un capoluogo di Provincia – non c’è un ambulatorio allergologico. O meglio: non c’è più perché in passato, molti anni fa, c’era. Da qui l’appello di alcuni grossetani di cui si fa portavoce una di loro, Maria Assunta Ferente, rivolto al direttore generale dell’Asl Toscana sud est Antonio D’Urso, perché il Misericordia possa nuovamente essere dotato di un laboratorio allergologico.
la richiesta
«Oltre alla gravità della malattia – scrive a suo nome Maria Assunta ma anche per conto di chi vive a Grosseto e nei comuni della Provincia e vive con patologie di natura allergica – siamo costretti a sopportare il disagio dello spostamento a Firenze o a Siena, dove, per esempio, io negli ultimi due mesi mi sono dovuta recare cinque volte». Non solo. «Ogni volta – aggiunge – dobbiamo “scomodare” parenti o amici perché ci accompagnino: dopo essere stati sottoposti a alcuni esami specifici, infatti, potremmo non essere in grado di tornare a casa da soli».
in passato
Prima di rivolgere un accorato appello a D’Urso, Maria Assunta si è informata: «Ho appurato – dice – che all’ospedale di Grosseto c’era un ambulatorio allergologico; e si dice che sia stato chiuso per mancanza di medici specialisti nel settore». L’allergologia è una branca della pneumatologia ma oggi accade – concordano i medici – che la stragrande maggioranza dei pneumologi si occupi per lo più di patologie polmonari e non è detto che tutti abbiano specifiche competenze in allergologia. Di fronte ai primi sintomi, il medico di famiglia può prescrive analisi del sangue e test di applicazioni cutanee ma in caso di negatività dei risultati e di persistenza dei sintomi o in caso di positività degli esami è necessario rivolgersi a uno specialista.
l’incidenza
Secondo il ministero della salute «le patologie infiammatorie allergiche determinano un importante impatto sulla qualità della vita dei pazienti e rilevanti costi sanitari»; recenti studi epidemiologici indicano che il 25% della popolazione tra 18 e 44 anni soffre per esempio di rinite allergica e il 5% di asma». —
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