Sicurezza
Va a fare l’erba, muore sotto il trattore
Manciano in lutto, Franco Cioli era molto conosciuto per il suo impegno politico e nel mondo associativo e cooperativo
Tragedia ieri nel Mancianese, nella zona della Sgrilla, a Poggio Cagnano, dove un uomo di 78 anni, Franco Cioli, ha perso la vita schiacciato sotto il trattore. Agricoltore e contoterzista stava usando il mezzo come chissà quante altre volte aveva fatto: doveva tagliare dell’erba quando però qualcosa ha fatto ribaltare il veicolo agricolo
Cioli doveva rientrare a casa per pranzo: ed è proprio dal suo ritardo che sua moglie ha intuito che qualcosa doveva essere accaduto. Preoccupata dall’assenza del marito, ha chiesto a un amico di andare a controllare. Arrivato a Poggio Cagnano, l’amico ha trovato Cioli senza vita sotto al trattore. Il 118 è stato allertato subito: i soccorritori della Misericordia, però, una volta sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso che molto probabilmente era già avvenuto da alcune ore; e sono anche arrivati i carabinieri.
La notizia della tragica morte di Cioli ha lasciato sotto choc l’intero paese dove l’agricoltore era molto conosciuto.
Fra i primi ad essere avvertiti dell’incidente è stato un amico di Cioli, il consigliere comunale e capogruppo di maggioranza, Roberto Bulgarini. «Sono sconvolto – dice – Ci siamo visti pochi giorni fa proprio per la campagna elettorale delle Europee. Lui era un socialista come me. Siamo rimasti in pochi e lui era uno di quelli».
Cioli era molto attivo politicamente e non solo. «È sempre stato impegnato nella Cia (la Confederazione italiana agricoltura). E ha ricoperto – continua Bulgarini – cariche di consigliere della Cantina Sociale di Pitigliano. Ha avuto delle cariche, quando allevava le pecore, anche all’interno del caseificio di Manciano».
Era stato consigliere comunale, aveva ricoperto vari ruoli sociali. Era una persona molto attiva e stimata. «Era sempre disponibile e andare a cena insieme era davvero un piacere». Bulgarini e Cioli si sarebbero dovuti incontrare fra pochi giorni per discutere dell’accesso della strada di Quercialta. Fra le passioni di Franco c’era anche la caccia al cinghiale. I suoi amici cacciatori sono sconvolti: «Siamo senza parole – dicono commossi gli amici dell’azienda faunistico venatoria di Montauto e quelli della squadra 141 Maremma – Per noi era un maestro. Un grande amante della caccia al cinghiale che praticava sia nell’azienda di Montauto che in territorio libero. Franco era pronto ad aiutare tutti, un uomo dallo spirito giusto». Una persona perbene, dicono tutti. La salma ieri è stata portata all’obitorio di Grosseto a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il magistrato ha disposto l’autopsia per accertare le cause della morte. –
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