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Pini domestici, scatta l’allarme parassiti. Gli agronomi danno il via ai sopralluoghi

Elisabetta Giorgi
Pini domestici, scatta l’allarme parassiti. Gli agronomi danno il via ai sopralluoghi

Il presidente dell’Ordine: «Situazione preoccupante. Già censite decine di piante colpite dal Tomicus, insetto rodilegno»

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GROSSETO. Gli alberi maremmani sono sotto attacco e gli agronomi si mobilitano. Cresce l’allarme parassiti e l’attenzione è puntata soprattutto su quelli che aggrediscono i pini domestici tra i quali è il Tomicus, insetto particolarmente dannoso perché scava con le sue larve provocando gravi lesioni ai vasi linfatici, fino a un progressivo deperimento delle piante colpite.

La morte sopraggiunge nell’arco di pochi anni portando a gravi ripercussioni dell’ecosistema e dell’immagine - un tempo splendida - delle pinete litoranee.

L’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Grosseto, presieduto da Domenico Saraceno, ha avviato proprio in questi giorni una serie di sopralluoghi per tenere sott’occhio lo stato di salute delle alberature. L’attenzione è puntata non sui pini marittimi notoriamente infestati dal Matsococcus, quanto sui pini “domestici” secchi che parrebbero assaltati da altri agenti patogeni, in maniera massiccia e in parecchie zone della pineta maremmana. Già ad aprile l’Ordine verificò e segnalò all’attenzione pubblica il grave stato di salute del doppio filare di pini che porta all’Ex Enaoli; ora ha avviato un nuovo percorso, ancor più ampio.

Venerdì scorso i professionisti hanno compiuto un sopralluogo – il primo di una lunga serie - nella zona delle Marze e Principina a mare. Ne seguiranno altri. Sarà prodotta una relazione dettagliata e dopo l’estate, in data da definire, sarà promosso un convegno che tratterà – secondo un approccio scientifico e alla presenza di professionisti del settore e docenti universitari – lo stato di salute e i problemi della pineta. I monitoraggi puntano a capire quanto sia esteso l’attacco parassitario ai pini domestici (tra gli insetti killer spicca il Tomicus destruens, blastofago del legno) in modo da portare le problematiche fitopatologiche delle piante all’attenzione della collettività. «Come professionisti – spiega Saraceno - ci sentiamo in dovere di farlo...».

Anche perché il fenomeno pare di ampia portata. Ci sono parecchi pini domestici (i Pinus pinea che producono pinoli e peraltro sono già da anni flagellati dalla cimice americana) che sono secchi in diverse zone della pineta litoranea e lungo i viali di campagna: dalla strada delle Collacchie tra Marina e Castiglione alla Trappola, da Rispescia e Alberese a Follonica. Quale la situazione emersa nel primo sopralluogo? «Venerdì ci siamo indirizzati – dice il presidente degli agronomi – verso filari di pini e pinete lungo le strade di campagne o ai confini con le proprietà private, nella zona delle Marze e di Principina a mare. Siamo andati a vedere anche a Cernaia, sulla strada Castiglionese. In tutti i casi abbiamo rilevato una presenza consistente di Tomicus che ha attaccato diverse piante. Le abbiamo censite. Diversi pini domestici purtroppo sono già morti, altri sono attaccati ma ancora in vegetazione». Perché un assalto parassitario così massiccio? «Pensiamo di metterlo in relazione – risponde Saraceno – con la forte siccità del 2017 che ha provocato una sofferenza notevole alle piante».

L’indebolimento di queste ultime spiana la strada ai parassiti; accade anche nei corpi umani quando la malattia indebolisce l’organismo rendendolo più esposto ad altre malattie ancora. Così il Tomicus si è insediato nelle piante sofferenti aggredendole a morte. A questo punto servirà capire quanto il fenomeno sia esteso per provare a fare qualcosa.

«Non voglio fare allarmismi – conclude il presidente dell’Ordine - ma la situazione non è da trascurare, anzi è preoccupante e va studiata, affinché qualcuno possa decidere quali linee intraprendere». —


 

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