Sicurezza
È stato solo un brutto sogno. O no?
Siamo i luoghi che abitiamo... Siamo i luoghi che abitiamo... Siamo i luoghi che abitiamo...
Continua a rimbalzarmi nella testa questa frase. Dove l’avrò letta?
Dev’essere per via di quel sogno assurdo che ho fatto la notte scorsa. Un incubo: all’improvviso il filare di pini vicino casa non c’era più. Mi sono affacciata alla finestra e non c’era più. Scendo giù per strada e niente, nisba, spariti!
E se oltre la siepe mi aspetta un groviglio di tronchi e rami che ingenuamente mi rassicura perché sono ancora verdi e ancora maestosi, è proprio sulla siepe che trovo la risposta alla più inflazionata di tutte le mie domande. Perché? «Abbattuti per soli fini edilizi e cioè rampe per parcheggi sotterranei».
Mi sveglio. Era solo un sogno, è tutto a posto! Non ci sono pini sotto casa mia, ma solo platani. Sono tutti ridotti a dei totem (uno sembra un saguaro) ma sono ancora in piedi.
Tutto a posto. Vivo in una delle città più verdi d’Italia, una città che vanta uno dei primi piani regolatori d’Italia, una città dove è nata l’idea di proteggere quello straordinario gioiello naturalistico che è il Parco della Maremma.
Quindi tutto a posto, qui nessuno farebbe la scellerata richiesta di sacrificare quindici pini per la rampa di un parcheggio.
Qui nessun amministratore darebbe il permesso per un taglio così assurdo e, certamente, nessun responsabile si prenderebbe l’irresponsabilità di firmare un’autorizzazione del genere. Ma meglio!
Anche perché ci sono leggi italiane e direttive europee che vietano la distruzione di nidi e uova durante il periodo riproduttivo.
Ah, mi sento leggera... Non mi ricordo dove ho sentito questa frase ma per la mia città sembra proprio perfetta: siamo i luoghi che abitiamo!
Anna Bardelli
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