Il Tirreno

Grosseto

selezionati da intercultura 

In partenza 18 giovani, vanno a studiare all’estero

Sara Landi
In partenza 18 giovani, vanno a studiare all’estero

Domani la festa del saluto nella sede della Pro Loco Nevoni: «Torneranno come persone più mature e consapevoli»

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GROSSETO. La sezione Intercultura di Grosseto saluta gli studenti maremmani in partenza per la loro esperienza di studio all’estero con una festa in programma domani, dalle 19, nella sede della Pro Loco di Grosseto all’interno della troniera delle Mura in piazza del Popolo 3.

Alla festa chiamata “Open Portaparty” sarà possibile incontrare i ragazzi in partenza e quelli ospitati in questo periodo, i volontari e le famiglie che aderiscono ai programmi di Intercultura e sarà anche proiettato il documentario “I segreti delle Mura medicee” prodotto dall’agenzia grossetana 0-13Pk su commissione dell’Istituzione Le Mura.

I giovani in partenza dalla Maremma per studiare all’estero (dal Canada alla Cina, dall’Argentina alla Nuova Zelanda) sono 18 e sono stati selezionati partecipando al concorso nazionale di Intercultura. Anche nella provincia di Grosseto si conferma dunque il desiderio delle famiglie italiane di arricchire la formazione dei propri figli con un’esperienza internazionale. «Partiranno adolescenti – dice Valeria Nevoni, presidente della sezione di Grosseto di Intercultura – e torneranno uomini e donne più pronti a prendere in mano le loro vite e a muoversi con maggiore disinvoltura nella nostra società sempre più globalizzata ed interdipendente».

Tre i possibili percorsi per gli studenti grazie ai bandi di Intercultura: un intero anno scolastico all’estero, un periodo più breve, da due a sei mesi, ma sempre frequentando la scuola all’estero o un soggiorno linguistico della durata di un mese durante l’estate. «I 18 studenti grossetani – prosegue la presidente Nevoni – hanno partecipato a una serie di incontri di formazione organizzati dai volontari di Intercultura per poter non solo arrivare preparati ad affrontare i momenti più belli, ma anche quelli più complessi della loro esperienza all’estero, ma soprattutto sfruttare al meglio questa irripetibile opportunità che viene loro data di entrare in contatto con una cultura diversa dalla propria di origine, ospiti di una famiglia e frequentando una scuola locale. Non basta un viaggio all’estero o conoscere una lingua straniera per diventare “cittadini del mondo”: grazie alla formazione impartita, questi adolescenti impareranno a entrare nel profondo della società ospitante, comprenderne le caratteristiche meno visibili, confrontarle con la propria identità nazionale. Ritorneranno in Italia come persone mature, indipendenti, autonome, ma soprattutto dotati della consapevolezza di essere “un ponte tra le culture” in un momento storico dove la crisi del dialogo interculturale e sempre più acuita nonostante viviamo in un mondo globalizzato ed interconnesso». Senza dimenticare che i 18 studenti avranno un compito importante, fare da ambasciatori della nostra città nei loro Paesi di destinazione. — Sara Landi

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