Lutto
Gattina intrappolata, carabiniere corre a salvarla
Libero dal servizio ha forato un muro per liberarla, poi i vigili del fuoco l'hanno estratta viva. Il militare con sua moglie l'ha adottata
GROSSETO. Una gattina randagia s’era infilata in un tubo dell’aerazione restandovi imprigionata. Era disperata e chiedeva aiuto, miagolava a più non posso. Un carabiniere, avvertito da un amico, è accorso subito e si è dato da fare per liberarla iniziando pure a trivellare il muro. Sono arrivati in rinforzo i vigili del fuoco, che hanno completato l’opera tirando fuori la micetta sana e salva. Alla fine la gatta è stata adottata proprio dal carabiniere, che se l’è portata a casa accudendola insieme alla moglie con una piccola siringa piena di cibo, come si fa con i cuccioli.
Il salvataggio della gattina - FOTO
Protagonista del bel gesto è un carabiniere grossetano della stazione di Civitella, che la sera di martedì 4 giugno era libero dal servizio. Erano le 20,30 quando ha ricevuto una telefonata da un amico medico che abita in via Buozzi. «Avevo smontato – racconta lui – e stavo tornando a casa a Grosseto quando il mio amico mi ha chiamato dicendo che aveva un problema in garage. Sono corso: c’era una gattina infilata dentro a un tubo. Lui pensava che fosse semplice da tirar via: il tubo era nel muro, sprofondava di 10 centimetri e la speranza era che io ci arrivassi con la mano; ma poi il tubo scendeva nel cemento armato per un metro e 80».
Dopo aver chiesto all'amico il permesso di usare un martello pneumatico per spaccare il suo muro, «ho cominciato a scavare - dice lui - Ho fatto una traccia di 9 centimetri e stavo quasi arrivando in fondo al pavimento», quando sono arrivati rinforzi. Prima la Municipale (i vicini erano stati attratti dai rumori), poi i vigili del fuoco che hanno preso in carico la faccenda e l'hanno risolta.
«È arrivata una squadra di vigili molto bravi – dice il carabiniere – che hanno finito di allargare il foro. Avevano una telecamera con sonda per vedere meglio dentro. Verso le 2,30-3 la gatta è stata liberata».
Alla fine il garage si è trovato un bel po’ di danni, ma cosa importa? «Anche il mio amico voleva a tutti i costi liberare l’animale e non ha battuto ciglio quando ho scavato e tolto una parte del pavimento per cercare la povera micia; la quale intanto miagolava come una matta. Cosa dire? Abbiamo salvato un’altra vita. Noi carabinieri facciamo anche questo: nel nostro piccolo cerchiamo di stare attenti a tutti, umani e animali: la nostra è una missione, e non conosciamo riposo...».
Dopo che i vigili del fuoco hanno estratto la gattina, tutta stravolta ma viva, il carabiniere se l’è portata a casa dove abita con la moglie e quattro cani. Due levrieri (anche quelli salvati dal carabiniere anni fa, e portati a casa) l’hanno accolta bene. Come si chiamerà la pcicola felina? «Ancora non abbiamo deciso - conclude il militare - ma di sicuro avrà il nome di qualche personaggio femminile che nella sua vita ha mostrato tenacia e coraggio». —
Elisabetta Giorgi
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