Il dolore
Controlli al ponte Botta e risposta tra enti pubblici
grosseto. «Non ci sono “rebus” sul sopralluogo al ponte di Istia, sulla strada provinciale 159. L’esame del ponte è eseguito dall’ente gestore della strada, ovvero la Provincia di Grosseto, che si avvarrà di uno dei tecnici ingegneri dell’Ordine degli ingegneri di Grosseto che si sono offerti volontariamente per il supporto tecnico».
La Regione Toscana risponde al consigliere provinciale alle Infrastrutture Marco Biagioni che, nei giorni scorsi – dopo che dalla parte inferiore del ponte di Istia erano caduti pezzi di intonaco – aveva spiegato che la Provincia era in attesa dell’arrivo dei sette ingegneri che la Regione ha messo a disposizione degli enti locali per monitorare tutti i ponti, un’iniziativa presa dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova.
Biagioni non aveva saputo indicare con precisione quando sarebbero arrivati gli ingegneri perché, aveva detto, era in attesa di istruzioni da Firenze. Oggi però Firenze specifica che non manderà alcun ingegnere perché spetta alla Provincia attivarsi con l’ordine degli ingegneri.
«Il ponte – spiega ancora la Regione – è stato inserito nel primo campione di strutture da esaminare a seguito dell’intesa del 28 agosto 2018 fra Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Upi Toscana e Anci Toscana. In base a quell’accordo è stata definita una metodologia ispettiva, con la collaborazione delle Università di Firenze e di Pisa, tesa a verificare lo stato dei ponti delle strade regionali e provinciali in Toscana, tutte gestite dalle Province e dalla Metrocittà. Le schede di verifica saranno, consegnate, dopo un controllo di congruità circa la compilazione effettuato da parte delle Università, alle Province per procedere operativamente alle eventuali azioni di messa in sicurezza che dovessero risultare necessarie. Resta fermo che per le strade provinciali i lavori eventualmente necessari restano in carico all’ente proprietario, ovvero, come detto, alla Provincia competente o alla Città Metropolitana di Firenze».
Rebus risolto? «Non voglio fare polemiche – dice al Tirreno Biagioni – ma se la Regione mette le risorse per fare questi controlli, è la Regione che deve dare alle Province il semaforo verde per attivare questi controlli. Io sto aspettando».
E aspetta, a quanto pare, anche la cittadinanza, che nel frattempo ha visto chiudere la strada che passa sotto al ponte per consentire di eseguire la riparazione.
«A prescindere da questo – aggiunge Biagioni – la Provincia ha provveduto da sola a stanziare già nel 2017, dunque ben prima del crollo del ponte Morandi, i fondi per controllare i ponti. Abbiamo stanziato 160mila euro per cominciare a sapere in che condizioni sono le condizioni delle infrastrutture e abbiamo controllato dieci ponti. Quest’anno abbiamo previsto un incremento in bilancio, da 160mila a 200mila, e questo solo per il controllo. Insomma, proseguiamo per conto nostro, un piccolo passo ogni anno».
E tra questi passi c’è anche la creazione di una piattaforma web dove tutti gli enti e le forze dell’ordine potranno avere un quadro aggiornato e completo delle condizioni dei ponti del territorio. —
Francesca Ferri
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