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Cena multiculturale di fine anno alla Tozzi «Qui c’è integrazione»

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PAGANICO. Studiare un Paese per volta, sui libri, non basta. Le mille diversità culturali con cui ogni giorno adulti e bambini entrano in contatto spinge le scuole a sollecitare la curiosità e favorire l’integrazione. A Paganico tutto questo avviene da sempre, non solo in classe o nei corridoi a ricreazione. Sono trascorsi 13 anni dalla prima, improvvisata, edizione della cena multietnica di Paganico, diventata negli anni un appuntamento fisso, modello anche per altre realtà.

Stasera, alle 19, nel giardino della scuola media di via Malavolti torna questo evento con lo slogan “Il mondo nel piatto”. Il menu spazierà dalla feijoada brasiliana al pollo al curry alla ceylonese; e poi cous cous marocchino, il tunisino tajine di pollo con verdure, i japrak albanesi. A differenza delle precedenti edizioni saranno allestiti più punti di ristoro per uno street food multietnico con piatti marocchini, romeni, albanesi, macedoni, kosovari, senegalesi, cingalesi, preparati dai genitori degli alunni. La serata, infatti, è organizzata dall’istituto comprensivo di Paganico, dal Comune e dalla Pro loco, con il generoso contributo e il sostegno dei commercianti del paese. In cucina si cimenteranno anche gli insegnanti. Il ricavato – è prevista una raccolta fondi – servirà a finanziare alcuni progetti della scuola. Durante la cena è previsto un breve saluto delle autorità.

«La serata — spiegano le insegnanti Maria Grazia Bartalucci e Valeria Zoni — sarà un modo per assaporare la diversità e favorire l’integrazione passando per la cucina. Il comprensivo di Paganico è sempre stata una scuola con molti bambini e ragazzi non italofoni, molti dei quali, nel tempo, hanno mostrato eccellenti potenzialità. Non sono mancate le difficoltà, a volte per il retaggio culturale dei genitori, ma alla fine la scuola, cioè l’opportunità di un’istruzione socializzata, ha sempre prevalso sulle distanze di partenza».

Gli alunni stranieri, qui, sono circa il trenta per cento. Molti sono nati in Italia ma hanno le origini più diverse.

«La società – spiega la sindaca Alessandra Biondi – sta cambiando rapidamente, non solo nelle città più grandi. È importante individuare il modo migliore per affrontare questo cambiamento. Il fatto che il Tozzi nell’insieme e la media in particolare risulti così accogliente è motivo di soddisfazione. Peraltro a Paganico e nei paesi vicini i genitori dei bambini di origini straniere sono lavoratori integrati e contribuenti». —

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