Proteste
«Lettere e bollette arrivano in ritardo» Comitato protesta
Lungo la via San Martino mancano anche i numeri civici «Capiamo i disagi dei portalettere, ma non dipende da noi»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Un intero quartiere sul piede di guerra contro le Poste a Castiglione, con le proteste che potrebbero portare anche ad azioni eclatanti. In quella che è considerata la “quinta frazione”, Pian di Rocca, conosciuta anche come “Contea”, in una zona molto rinomata alle porte di Castiglione della Pescaia, ormai da tempo le lettere e le bollette non arrivano più in tempi ragionevoli. E la protesta ha partorito in un primo momento un comitato di quartiere, e soprattutto tanta rabbia e amarezza fra le decine di famiglie che abitano nella zona.
Fra i tanti cittadini che hanno aderito all’iniziativa, praticamente tutti quanti risiedono abitualmente nella campagna rinomata per le primizie, baccelli e carciofi su tutte, dove non mancano le attività commerciali e diversi agriturismi, la situazione delle consegne postali negli ultimi mesi è precipitata.
I promotori, a nome di tutte le famiglie che hanno aderito al comitato, Claudio Iori, Ivanne Comandi e Cristina Menicagli, hanno così preso carta e penna e scritto una lettera per mettere a conoscenza dei tanti disservizi di Poste italiane. «Pian di Rocca ha molti problemi che si trascinano da tempo. Uno dei primi è quello che le case non hanno i numeri civici. La più lunga via, San Martino per esempio, si estende per quasi due chilometri e capiamo benissimo le difficoltà che possono avere i portalettere senza un riferimento preciso. Ma anche questo disagio non dipende certo da noi». Il comitato spiega però quello che sta succedendo nell’ultimo periodo: «Ormai sta diventando la normalità ricevere lettere e bollette con molto ritardo. Una situazione inaccettabile, che ci mette sempre in una condizione di pagare anche le more. Non ne possiamo più, e a nulla sono valse le tante lamentele e proteste contro le Poste. Non è cambiato nulla».
Nella zona si raccontano anche episodi eclatanti, magari quando viene mandato un postino “supplente” che non conosce certo i residenti, magari intrecciati con le parentele, ma di famiglie diverse: in molte occasioni le lettere vengono lasciate per tutti al bar della piazzetta, oppure impilate in una singola cassetta nella speranza che poi vengano distribuite fra i vicini. Qualcuno per esempio, proprio in assenza dei numeri civici ce lo ha messo da solo davanti casa. — Enrico Giovannelli
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