Sicurezza
Ex Sitoco, l’amianto sarà rimosso entro il 31 luglio
Alla ex Sitoco l’amianto, a terra, dovrà essere rimosso entro il 31 luglio. Entro tale data dovrà essere realizzato anche il monitoraggio dell’aria.
Il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti ha prorogato il termine previsto per dare esecuzione all’ordinanza che impone a Laguna Azzurra, proprietaria dell’ex stabilimento chimico di Orbetello Scalo, di togliere l’amianto da terra. Le operazioni avranno inizio il 16 giugno. Il piano elaborato dalla proprietà è al vaglio dell’Asl che può dare il suo consenso esplicitamente oppure non può dire nulla: un silenzio assenso che darà il via alla bonifica dell’amianto che si trova sul terreno.
Nel frattempo la situazione che si trova a vivere la frazione preoccupa il consigliere pentastellato Alfredo Velasco. «Ho fatto un esposto alla Procura della Repubblica lo scorso 16 marzo evidenziando con riferimenti multimediali la situazione della presenza di eternit nella vasta fabbrica ex Sitoco. In questi giorni ho anche chiesto all’Asl sud est di fare un sopralluogo urgente per prendere atto della situazione delle lastre che ancora giacciono, rotte, sulle coperture dei capannoni di quel sito Sin, Sito a interesse nazionale, sperando in un intervento adeguato alla gravità della situazione. Spero proprio – dice Velasco – e le invito caldamente a farlo, che le istituzioni sanitarie e quelle giuridiche intervengano adeguatamente per rimuovere la situazione di stallo che si sta creando ad Orbetello Scalo».
Il grillino parla poi anche di un altro problema che riguarda Orbetello Scalo. «Dalla ex Sitoco – aggiunge – viene giù eternit a pezzi: sapremo se le fibre di asbesto se ne vanno in giro dopo i monitoraggi ma purtroppo quella non è l’unica situazione grave. La presenza di eternit mi è stata segnalata anche nella ex fabbrica del pomodoro, sempre allo Scalo. Chiedo al sindaco di intervenire perlomeno con una disamina della situazione facendo capire alla comunità orbetellana se vi sono rischi per la salute provenienti anche da questo luogo. Sarà il caso che l’amministrazione comunale si dia da fare per verificare puntualmente sul posto, e non solo all’esterno, lo stato di queste strutture valutando se le fibre di amianto abbiano la capacità di volatilizzarsi. Credo – conclude – che Arpat e Asl abbiano le capacità tecniche, gli strumenti, l’esperienza e la sensibilità per andare a controllare seriamente quale sia la situazione a Orbetello Scalo sulla questione amianto. Certamente occorre che qualcuno chieda a questi enti di andare: dovrebbe farlo proprio il primo cittadino». Velasco spera che «i dati ricavabili da analisi professionalmente adeguate e validi siano poi anche messi in relazione alla situazione sanitaria degli abitanti di Orbetello Scalo. Sarebbe un atteggiamento responsabile e necessario a tranquillizzare la popolazione che non se la può sentire di stare tranquilla se non verranno fatte analisi corrette, contestualizzate e rese pubbliche» . —
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