Sicurezza
La Cisl: «Quota 100 e salario minimo? Servono soluzioni»
grosseto. L’aumento del potere di acquisto dei salari, le politiche per il coinvolgimento dei giovani che partano dalle relazioni con le scuole, lo snellimento dei servizi che devono rispondere alle esigenze quotidiane delle persone, il miglioramento delle sedi sui territori che devono essere aperte, accoglienti e attrezzate e rappresentare un vero punto di riferimento per le persone. Sono queste le principali linee guida emerse dall’assemblea generale della Cisl di Grosseto, che si è svolta martedì a Follonica, e a cui hanno partecipato oltre ai vertici delle federazioni locali del sindacato, anche di Riccardo Cerza, segretario generale della Cisl Toscana e Giorgio Graziani, segretario organizzativo della Cisl nazionale.
Si è trattato di un momento di confronto per analizzare il lavoro svolto e stabilire insieme i temi futuri, anche in vista della conferenza organizzativa nazionale di luglio: «Nei prossimi anni –nota Milani – il sindacato sarà, come sempre, al fianco dei lavoratori e dei cittadini. I nostri non sono dei semplici iscritti, ma soci che danno il loro contributo e fanno parte di una realtà forte, consolidata, che si spende per ogni singolo». Sono oltre 16mila gli associati alla Cisl in provincia di Grosseto. «Dobbiamo lavorare – prosegue Milani – perché provvedimenti come il salario minimo, la quota cento e il reddito di cittadinanza non sono risposte ai problemi sociali ma sembrano più proposte elettorali. Servono soluzioni concrete».
«Negli anni della crisi la provincia di Grosseto ha perso migliaia di posti di lavoro – spiega Milani – il nostro compito e creare nuove opportunità per dare futuro a questo territorio e ai giovani che lo vivono e alle imprese che ancora decidono di investire. Per questo la Cisl è impegnata, con la Camera di Commercio, che ha il ruolo di cabina di regia, al fianco degli altri sindacati e delle associazioni di categoria per sviluppare il progetto “Sì, Grosseto va avanti’, con l’intento di ridare il giusto peso e valore al territorio maremmano in termini di sviluppo dell’economia, delle politiche del lavoro e dell’occupabilità, e in termini di collegamenti infrastrutturali, materiali e immateriali, fondamentali per stare sul mercato». —
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