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Dal Foro ai libri, con Alessia la Nazionale di Grosseto è salva

Gabriele Baldanzi
Alessia Ciavattini, neotitolare della Libreria Nazionale (foto Bf)
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Alessia Ciavattini, neotitolare della Libreria Nazionale (foto Bf)

L’avvocata Ciavattini legge sul Tirreno l’appello per non chiudere la libreria e la rileva: «Più testi scientifici, letture e presentazioni»

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GROSSETO. La Libreria Nazionale di via Ximenes a Grosseto non chiuderà. È salvo un pezzo di storia della città. L’appello sul Tirreno, pubblicato un paio di mesi fa dalla coppia francese che l’aveva gestita negli ultimi tre anni, è stato letto e raccolto. La nuova titolare è un’avvocata grossetana poco più che trentenne, che ha rilevato l’attività e il magazzino e da lunedì ha ritirato su la saracinesca. Si chiama Alessia Ciavattini. E merita davvero di essere conosciuta e sostenuta, perché le librerie indipendenti restano un patrimonio da tutelare, creano cultura e rinforzano i legami sociali.

Eliane Karine Escoffier aveva condotto la Nazionale dal 2016 fino a due mesi fa, insieme al marito Raphael Guyon, poi la decisione di mollare per tornare in Francia con i quattro figli. Una sofferta scelta di vita. «Ho letto proprio sul giornale – racconta Alessia Ciavattini – che la storica Libreria Nazionale era in vendita, con il rischio concreto di una chiusura definitiva. Con la mia famiglia ho valutato l’opportunità di investire nel rilancio. Ho sempre avuto la passione per i libri, fin da bambina. Lo può testimoniare Monica (Volpi), della libreria Palomar, che mi ha avviato alla scoperta di autori e letture che mi hanno arricchito e avvicinato sempre di più a questo mondo».

Alessia cambierà la sua creatura. «Torneremo al passato – dice – cioè meno bazar e cartoleria, più testi scientifici, giuridici, scolastici e parascolastici, oltre alla narrativa per bambini, su cui intendo puntare. Sono tante le persone che mi chiedono informazioni, che si fermano per domandare. Stiamo aspettando altri libri, già ordinati, che arriveranno in questa settimana. Non volevo far passare altro tempo prima di riaprire e così ho accelerato, anche se non siamo ancora a regime». Aperta alla fine degli anni Ottanta da Onofrio Moscato e Vincenzo Gallotta (che è ancora il proprietario del fondo), la Nazionale si è sempre distinta per un’offerta diversa dalle altre librerie.

«Vorrei tornare a essere un punto d’incontro – sono ancora parole di Alessia – un riferimento per professionisti e impiegati che lavorano in centro. Tanti colleghi avvocati acquistano qui, da sempre, gli aggiornamenti periodici delle procedure del codice civile e penale. Abbiamo i testi per i concorsi, le liste per i libri scolastici; e ancora narrativa per bambini, saggistica». Tante idee, insomma, che Alessia cercherà di mettere in campo già nelle prossime settimane. «La mia Nazionale – conclude la neolibraia – continuerà a promuovere incontri, letture, presentazioni, reading ed eventi culturali, cercando di coinvolgere costantemente professionisti, famiglie, turisti. È una scelta di vita e d’amore, quella di rilevare la libreria, perché credo davvero che la chiusura, a prescindere dalle ragioni, sarebbe stata una sconfitta per la comunità».

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