Sicurezza
Spiaggia “ricostruita” con 20mila metri cubi Il cantiere è chiuso
I lavori di ripascimento del litorale riprenderanno in autunno Rimossa la pista di sassi, i macchinari stanno sgomberando
Con la prima giornata di sole i bagnanti sono tornati sulla spiaggia di Follonica che, dopo gli importanti lavori di ripascimento, è finalmente pronta a ripartire per una nuova stagione. I lavori a terra sono terminati venerdì mentre quelli in mare si sono fermati lo scorso 17 maggio all’altezza dei bagni Ausonia. Dopo la pausa estiva i mezzi da lavoro torneranno sulla costa il prossimo autunno in modo terminare il progetto entro il 2020.
La mareggiata dello scorso ottobre ha mangiato gran parte della costa, comportando un intervento molto pensate sul litorale. Per ridare alla spiaggia il suo aspetto è stato necessario l’intervento della draga, una macchina per l’escavazione subacquea dei fondali, che nei mesi scorsi ha gettato sabbia sull’arenile: il macchinario ha portato a riva circa 20mila metri cubi di sabbia che sono stati dislocati circa la metà in centro tra il Tangram e il Florida, e l’altra metà tra il Golfo del sole e i bagni Giardino.
Come previsto è stata poi tolta dalla spiaggia l’ingombrante pista di sassi che era stata creata per agevolare i lavori. Intanto le barriere sembrano lavorare bene e parte della sabbia che era stata sottratta alla costa con le mareggiate è tornata al suo posto.
Un capitolo a parte riguarda poi la spiaggia che dal circolo Cala Violina va verso sud: per quel tratto la Regione ha stanziato 577 mila euro. Anche in questo caso i mezzi stanno lasciato la spiaggia in questi giorni per permettere il normale svolgimento della stagione estiva.
Ci sarà poi da pensare alla preziosa duna che si estende, o si estendeva, tra Pratoranieri e il Villaggio Svizzero che negli anni, anche grazie agli interventi tempestivi, si era mantenuta intatta: la mareggiata incontenibile dello scorso ottobre ha spazzato via questo piccolo patrimonio. Agli inizi degli anni 2000 quel tratto di spiaggia era stato protetto con una barriera di erica e legno che aveva anche lo scopo di evitare il calpestio, così da permettere il riformarsi si specie vegetali più resistenti e specifiche dell’area. L’ultimo intervento di rifacimento delle barriere naturali era stato poco più di un anno fa ma oggi è tutto da rifare. —
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