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Grosseto

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Il museo Luzzetti spalanca le porte a settembre

Elisabetta Giorgi
Da sinistra Mauro Papa, Gianfranco Luzzetti e Cecilia Luzzetti davanti alla chiesa dei Bigi
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Da sinistra Mauro Papa, Gianfranco Luzzetti e Cecilia Luzzetti davanti alla chiesa dei Bigi

L’antiquario in visita alla futura galleria espositiva. «Si chiude un percorso ventennale». Direttore sarà Mauro Papa

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GROSSETO. L’antiquario Gianfranco Luzzetti sabato 1° giugno mattina era a Grosseto per fare il punto sui lavori di ristrutturazione dell’ex convento delle Clarisse e della chiesa dei Bigi che ospiteranno le sue opere. Accanto a lui la progettista Cecilia Luzzetti e il direttore di Clarisse Arte Mauro Papa. L’intervento è a buon punto. Cassa di risparmio di Firenze fornirà ulteriori 50mila euro grazie alla fondamentale mediazione della Fondazione Atlante.

«Siamo alle finiture», dice l’architetta Luzzetti anticipando come la prossima settimana arriverà la porta esterna, a vetro; quella che chiuderà l’ingresso dell’antica chiesa dei Bigi permettendo ai visitatori di sbirciare all’interno, in modo da invogliarli a compiere il tour culturale dentro la struttura. Ci sarà un biglietto.

L’antiquario si dice soddisfatto. «Voglio - dice - che la città registri un incremento del turismo grazie al museo e che sia una struttura dinamica, ricca di eventi».

A settembre la galleria d’arte aprirà le sue porte «e sarà – dice il mecenate – bellissima, ricca di opere e che finalmente adeguerà il capoluogo grossetano alle altre città d’arte toscane. Mauro Papa – annuncia sempre Luzzetti – sarà il direttore».

Arriva a conclusione un percorso che durava da tantissimo tempo. «È un traguardo che aspettavo da 20 anni». Ma c’è ancora un’alta meta temporale da sottolineare: «dopo 200 anni – prosegue Papa – si riunisce il complesso monumentale costituito dall’ex convento delle Clarisse e dalla chiesa dei Bigi. Da quando la comunità monastica fu soppressa, chiesa ed edificio conventuale sono sempre stati separati e questa è la prima occasione nella storia in cui tornano collegati, proprio grazie a Luzzetti».

Un tempo uniti, poi distaccati, ora gli spazi sono di nuovo legati in un unicuum entro il quale si dipanerà la visita museale. Peraltro, dice ancora il direttore di Clarisse arte, «il convento delle Clarisse fu ingrandito e abbellito nel corso del ’600 quando fu realizzato il chiostro e il secondo pano con il loggiato; anche la chiesa dei Bigi fu completata nel ’600 e decorata con gli altari barocchi. L’identità della chiesa e del monastero è seicentesca, insomma. La cosa interessante è che il nucleo principale della collezione Luzzetti, che verrà collocato nel convento e nella chiesa seicenteschi, è dedicato proprio al ’600. Di questo nucleo seicentesco, una buona parte è di scuola toscana fiorentina e nel ’ 600 Grosseto era dominata da Firenze».

Altre novità: a settembre come detto aprirà il museo, ma in un secondo tempo saranno realizzati anche uno spazio per la caffetteria e un gift shop.

Un altro spazio sarà dedicato alla biblioteca e alla sala studio con i libri che donerà Luzzetti in futuro. Se ne annunciano già migliaia. Un volano in più per stimolare la crescita culturale e artistica delle giovani generazioni. —




 

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