Gioco
Furgone seguito dai ladri, il padre della campionessa sventa il furto
Silvia Giannetti, atleta e tabaccaia, mette in guardia i colleghi: «Due uomini ci hanno pedinati fino a casa: fate attenzione»
GROSSETO. Il furgone, tutto carico di tabacchi per migliaia di euro, è stato seguito per alcuni chilometri da due uomini a bordo di un’auto. «Uno di loro stava per spaccarci il vetro e rubare la merce quando mio padre li ha messi in fuga. La nostra categoria è a rischio», dice Silvia Giannetti, campionessa internazionale di motorally che gestisce con la famiglia la storica tabaccheria di Principina a mare, attiva da 35 anni nel viale principale. L’appello è rivolto ai colleghi tabaccai, sempre a rischio furti o rapine: «State in guardia», dice la sportiva raccontando del furto sventato grazie ai suoi riflessi pronti e all’intervento del padre.
«Mia mamma – racconta la campionessa della Dakar – era andata a Grosseto a rifornirsi di tabacchi con il nostro furgone. Uscita dai “Monopoli” in via Sardegna con la merce, ha guidato fino alla tabaccheria di Principina. Avrebbe scaricato i cartoni in negozio ma erano già le 13,15 e io avevo appena chiuso. Ci siamo dette: andiamo a casa a mangiare e scarichiamo tutto nel pomeriggio, quando il negozio riapre. Dal negozio mia mamma è ripartita verso casa a bordo del furgone, mentre io l’accompagnavo in bici. Abbiamo fatto la strada insieme». Nel tragitto, però, ecco spuntare una presenza inquietante: è un’auto di grossa cilindrata, nera e di marca griffata, a bordo della quale sono due uomini.
La vettura fa manovre strane e attira i primi sospetti, finché i dubbi non si trasformano in certezze. Dopo aver superato il furgone difatti si ferma, aspetta, si mette alle sue spalle. «Quei due ci hanno sicuramente seguiti da Grosseto a Principina – racconta Silvia – e una volta qua, ci sono venuti dietro prima fino alla tabaccheria e poi fin sotto casa». In questi giorni la frazione è ancora semideserta, «ci siamo solo noi negozianti e un po’ di turisti». Per questo la macchina ha dato nell’occhio. Alla fine è arrivata fin sotto casa dei Giannetti accostandosi al furgone carico di tabacchi. «Quando io l’ho visto sistemarsi con il portabagagli accanto al nostro mezzo, ho chiesto aiuto a mio padre: “Dai un’occhiata...? ” E lui è uscito.
Uno dei due tipi è rimasto al volante mentre l’altro è sceso dall’abitacolo e si è diretto al finestrino del furgone posizionandosi tra quest’ultimo e il muro, in un punto cieco. Stava per spaccare il vetro e aprire il portellone quando mio padre, nascosto dietro alla siepe, è uscito e gli ha urlato contro di andarsene, mettendolo in fuga. È stato un attimo». Il tizio è risalito in macchina, l’altro ha rimesso in moto ed entrambi sono scappati a tutto gas. «Abbiamo chiamato i carabinieri, che sono arrivati subito». Tutto bene in fondo, ma la paura resta. «Facciamo un mestiere a rischio – dice Silvia – Perciò mi rivolgo ai colleghi: state attenti specie nel tragitto dal Monopolio al lavoro. Basta un attimo. Basta fermarsi per un caffè, salutare un amico o andare a pagare un bollettino lasciando il mezzo incustodito, per essere derubati o peggio rapinati. Non so se quei due fossero armati».
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