Il Tirreno

Grosseto

luci e fondazione etica 

«Progetti a impatto, il Comune si mobiliti»

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GROSSETO. Don Enzo Capitani per Luci Aps e Paola Caporossi per Fondazione Etica chiedono al Comune di mobilitarsi per non perdere la possibilità di ricevere fondi pubblici e privati per il settore sociale: «L’iniziativa grossetana sarà presentata in conferenza stampa, ma ci premeva anticiparne la notizia perché sono rimaste solo due settimane di tempo per non far perdere un’opportunità importante alla nostra città. In aprile, infatti, è uscito un Avviso pubblico a valere sul Fondo innovazione sociale dedicato esattamente alla progettualità a impatto, riservato ai Comuni capoluogo di provincia». Un’occasione unica, scrivono per far arrivare in Maremma risorse importanti da sommare a quelle private. Perché «come Associazione Luci, con il supporto di Fondazione Etica, stiamo provando da qualche tempo a sperimentare la progettazione a impatto anche a Grosseto mettendo insieme una pluralità di soggetti (pubblici e privati, profit e no-profit). Il progetto, aperto a tutti, prevede la ristrutturazione di un immobile inutilizzato della Regione per insediarvi alcune attività economiche e, al tempo stesso, sociali»

Caporossi e Capitani aggiungono che i problemi e le peculiarità del capoluogo richiedono «una visione più ampia che vada oltre le iniziative spot, singolarmente lodevoli ma poco incisive. Occorre fare un salto di qualità, su cui l’attuale giunta si era dichiarata a favore, quando, a inizio legislatura, aveva firmato un protocollo di intesa sui cosiddetti “investimenti a impatto sociale”».

«È evidente, infatti, che le elargizioni a fondo perduto, sia pubbliche sia filantropiche, non bastano più: essenziali per attutire le emergenze, hanno mostrato evidenti limiti di efficacia nel medio-lungo periodo. Serve, pertanto, passare gradualmente da politiche sociali tradizionali, concepite come mero costo per pochi, a quelle innovative, impostate come investimento per lo sviluppo socio-economico dell’intera comunità. In altri termini, i progetti sociali devono diventare sostenibili anche finanziariamente e, una volta supportati nell’avvio, devono avere le gambe per proseguire da soli. Un esempio è quello della rigenerazione di immobili pubblici in disuso, prevista dalla suddetta riforma del 2016: essa può costituire non solo uno strumento di riqualificazione di aree degradate, ma anche un’occasione per creare posti di lavoro e integrare soggetti diversi». —

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