Il Tirreno

Grosseto

PIAZZA MARCONI

Bici selvagge e il caos di un posto auto: benvenuti nella “nuova” stazione

Elisabetta Giorgi
Le bici accatastate alla stazione
◗
Le bici accatastate alla stazione

Rastrelliere scarse, pochi stalli per le macchine, nessuno per le moto, arredi rotti. Lo scalo non ha risolto i suoi problemi

3 MINUTI DI LETTURA






GROSSETO. Spazi insufficienti per le bici, nessuno per scooter e moto. Pochi stalli per le auto. Gli automobilisti che non trovano posto e perdono il treno, i pendolari che protestano.

Per ciclisti, automobilisti e scooteristi la “nuova stazione” di Grosseto, che in tempi recenti ha avuto un restyling, fa acqua sotto diversi aspetti. Lo segnalano i cittadini in redazione, basta farsi un giro in piazza Marconi per verificare.

Non soddisfa il parcheggio per auto che sorge sulla destra rispetto al fabbricato della biglietteria: l’ampiezza e conformazione dell’area di sosta sono giudicate insufficienti da chi, prima di salire in treno, aspira a un posto in piazza. La ricerca si traduce spesso in frenetici giri a vuoto in su e giù, fino alla virata nelle vie confinanti dov’è pure complicato parcheggiare.

Abbandonata l’idea dell’auto, c’è chi opta per la bici pensando di aggirare il problema, ma pure qui non è facile. Gli spazi per le due ruote continuano a essere uno dei problemi di punta dei pendolari. Per ovviare alla fatica di trovare un posto-auto sono in molti a optare per la mobilità sostenibile (strada peraltro fortemente sostenuta dall’amministrazione), ma le rastrelliere sono insufficienti alle decine di bici che cercano di sostare in stazione. Grovigli di veicoli a due ruote (o anche a “una sola” quando sono vandalizzate) sono appoggiati in pose acrobatiche ai muri, alle reti, ai pali. Alcune sono rotte, chiuse le une con le altre e accatastate in terra, da diverso tempo. Ai muri del fabbricati, agli angoli della piazza (specie sul margine destro guardando la biglietteria), la sensazione è di degrado. Sono anni che il problema resta in piedi, irrisolto: la sosta dei ciclisti (che altrove in città ha trovato soddisfazione con la posa di alcune rastrelliere), resta qua un a criticità irrisolta.

Non va meglio agli scooter e alle moto, che non hanno nemmeno uno stallo dedicato, incentivando anche qui la sosta selvaggia. Nel marciapiede davanti alle Poste c’è un cartello che indica il divieto di sosta: «Non parcheggiare motomezzi: percorso pedonale». Ogni giorno, però, proprio quel marciapiede è ingombrato dagli scooter in sosta vietata; ce ne sono almeno 2 o 3 alla volta, che intralciano il percorso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.33260031:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.33260031:1652467779/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Se da una parte i servizi pubblici sono insufficienti, sull’altro versante, a rincarare la dose, ci pensa l’inciviltà dei privati. Sempre a fianco della biglietteria gli automobilisti occupano spesso (anche ieri) sia le strisce pedonali che i percorsi tattili per non vedenti. Incuranti della segnaletica orizzontale, se ne infischiano pure degli “ostacoli” che ingombrano la sede stradale. Alcuni blocchi di travertino, a forma cilindrica, sono stati travolti e scaraventati in terra, durante maldestri tentativi di sosta.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.33260033:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.33260033:1652467779/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Collocati lì per separare la zona pedonale da quella delle biglietterie di Fs, alcuni hanno le catene rotte. A volte sono usati come sedute: mancano le panchine. Sono rotte tutte e tre le porte con maniglione antipanico dell’ingresso alla stazione. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca