Gioco
«Vogliamo un’altra palma» Petizione al via, già 100 firme
La pianta uccisa dai coleotteri è stata rimossa e un vivaista vuol donarne un’altra «Era un simbolo». I grossetani si mobilitano e chiedono al Comune di intervenire
GROSSETO. La petizione annunciata i giorni scorsi è partita e in un giorno solo ha raccolto 100 firme.
«La storica piazza della Palma è da oggi priva della sua pianta simbolo – scrive nero su bianco sul web il promotore Stefano Coccoletti, invitando i concittadini a firmare - Chiediamo al Comune di Grosseto di ripristinare il suo simbolo con una nuova pianta di una specie immune o quantomeno meno attaccabile dal punteruolo rosso, anche a seguito di offerte gratuite da parte di vivaisti specializzati. Ringraziamo la cittadinanza che sosterrà la raccolta e gli organismi preposti per l’attenzione. Senza palma, che piazza della Palma è?».
L’appello – lanciato su Facebook sul profilo di Coccoletti dove appare un link in cui è possibile firmare – sta avendo successo e in poche ore sono in tanti ad aver lasciato il proprio nome sulla scheda. A sollecitare il dibattito nel gruppo Cara Grosseto è stata in queste ore anche Donatella Guerriero, cui hanno risposto decine di lettori; segno che la palma abbattuta era cara ai grossetani, che vi sentivano una parte delle loro radici.
La pianta è stata tagliata dal Comune in settimana. Era morta da mesi e faceva brutta mostra di sé in un’aiuola al centro della piazza che da questa prendeva nome, prima di trasformarsi in pazza Pacciardi. Ma a dispetto della toponomastica, nell’immaginario comune i grossetani hanno continuato a identificarla con questo spicchio di centro storico.
Ora che la pianta non c’è più, la richiesta è ne arrivi un’altra a rimpiazzarla. Meglio ancora se non appetibile al punteruolo rosso: il coleottero killer ha infattti mostrato di prediligere, per tutti questi mesi in città, la specie di palme “Canariensis” proprio come quella che sorgeva qua.
Di fronte al parco Giotto – invece – c’è un lungo filare di palme di un’altra specie, la Washingtonia, che ha fronde secche ma non risulta aggredita dal parassita.
Da Cecina, in questi giorni, il vivaista titolare dell’azienda Il palmeto – Gabriele Carducci - si è generosamente detto disposto a donare una delle sue palme alla città. Basta che il Comune si faccia carico di andarla a prenderla a Cecina, portarla a Grosseto e piantarla in mezzo alla piazza al posto di quella vecchia che è stata rimossa. Il suo gesto (di cui Il Tirreno ha scritto giorni fa) ha fatto breccia nel cuore dei grossetani che vedono di buon occhio la donazione. Si aspetta a questo punto un segno dal Comune, che deve decidere se piantare un’altra palma o meno. Se le finanze sono sempre state un problema (le piante e le manutenzioni costano), stavolta il problema sarebbe aggirato. La raccolta firme serve proprio a questo, a sensibilizzare il Comune perché ripristini il suo storico simbolo: l’operazione sarebbe pure a costo zero, accettando il regalo del generoso vivaista. —El. G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
