Il Tirreno

Grosseto

elezioni: il dibattito/1 

I sindaci del Pd a Ulmi: «Rispetti gli elettori»

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grosseto. «I cittadini italiani sono elettori maturi e concreti. La distinzione sulla tipologia di voto, con il cuore, con la testa, con il portafoglio affrontata dal signor Ulmi, segretario della Lega a Grosseto è, certamente, un giudizio offensivo sulla capacità critica degli italiani. Eppure i due voti, quello alle Europee che ha premiato la Lega e quello amministrativo che ha premiato i sindaci di centrosinistra, hanno radici simili e, in qualche modo, si somigliano». Dopo l’esponente del Pd Leonardo Culicchi, anche i sindaci Giacomo Termine (Monterotondo Marittimo), Francesco Limatola (Roccastrada), Federico Balocchi (Santa Fiora), Andrea Benini (Follonica) e Andrea Biondi (Gavorrano), anche loro del Partito democratico, rispondono con una nota congiunta al segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi.

Commentando le ragioni che hanno spinto 7mila elettori a votare centrodestra alle Europee ma centrosinistra alle amministrative, Ulmi ha detto testualmente: «Gli elettori hanno votato con una mano sul cuore per le Europee e una mano in tasca per le amministrative. È inutile girarci intorno: soprattutto nei piccoli centri si vota anche per convenienza, per piccoli interessi, per una certa vicinanza al potere storico. Penso a Roccastrada, Follonica, l’Amiata, territori governati da sempre dalla sinistra».

Dicono oggi i cinque sindaci dei due voti, quello per le amministrative e quello per le Europee: «Sono entrambi (voti) basati su giudizi: l’uno sui temi e sui metodi messi in agenda a livello nazionale da Salvini, l’altro sulle capacità dei sindaci in gran parte al secondo mandato. Non è un caso». Cosa hanno voluto dire gli elettori con questo voto disgiunto? Così rispondono i cinque sindaci: «A Salvini e, ricordiamolo, al Paese tutto, gli italiani hanno detto che non bastano pochi mesi per valutare un governo e che, però, condividono, più degli altri partiti, i comportamenti del leader della Lega. Hanno detto anche, togliendo voti ai 5 stelle, che la loro scelta non è “per sempre”, ma basata su valutazioni concrete, su risultati e non solo su promesse. Un voto consapevole che ha trovato il suo sbocco naturale nelle elezioni amministrative ancor più, inevitabilmente, concrete e vicine».

Quanto agli amministratori usciti da questa e da precedenti tornate elettorali, «noi sindaci e consiglieri eletti – rispondono Termine e colleghi – non siamo persone lontane, ma vicini di casa, cittadini come loro, paesani. E le azioni e i progetti realizzati sono visibili fuori dalla porta di casa. La valutazione è stata spontanea e appassionata. Abbiamo sentito l’affetto e il trasporto, la spinta di sostegno per i prossimi cinque anni». In ultima analisi «la valutazione che il signor Ulmi segretario della Lega a Grosseto offre – dicono i cinque sindaci di centrosinistra – oltre che dimostrarsi profondamente sbagliata, è astiosa, irrazionale, ingiusta, non rispetta tutti gli elettori e in particolare quelli che hanno votato Lega bollati come banderuole al soldo di interessi locali. Rifletta Ulmi, se vuole. Noi lo facciamo e rispettiamo le scelte dei cittadini anche quando votano per altri partiti, cerchiamo di comprendere gli errori compiuti e quale sia la strada da imboccare per recuperare un legame delle persone con il centro sinistra e tornare a guadagnare la loro fiducia anche a livello nazionale». —



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