La manifestazione
Spinetti: «Sulla casa di riposo Bartalini ha idee poco chiare»
Il presidente dell’azienda che gestisce la struttura attacca il programma della lista «Nessuna fideiussione da parte dell’amministrazione e bilanci in avanzo»
castel del piano. L’Azienda di servizi alla persona Vegni, secondo il suo presidente Giovanni Spinetti, gode di ottima salute. Spinetti, in quest’ottica, contesta quanto riportato nel programma elettorale della lista “Per un comune di tutti” guidata da Michele Bartalini il quale, da lunedì, è sindaco di Castel del Piano.
«Il rispetto che ho per le istituzioni mi porta a rendere pubblico questo mio intervento dopo la chiusura delle urne. Nel programma della lista “Per un comune di tutti, Michele Bartalini Sindaco” leggo l’intenzione di accordarsi con gli amministratori della struttura per evitare fughe in avanti non programmate».
Spinetti sottolinea che nel programma politico della lista c’è scritto quanto segue: «La nostra opinione, suffragata dagli episodi accaduti negli anni quali l’ammanco finanziario e le continue dimissioni dei presidenti, è che l’amministrazione comunale, a cui compete la gestione dell’ente, abbia delegato ad altri, senza controlli, le verifiche periodiche sull’andamento e sull’organizzazione interna, creando così le condizioni per una carente gestione della struttura. Ricordiamo che a favore dell’ente la scorsa amministrazione comunale ha elargito le sue fideiussioni bancarie per potere far fronte a un mutuo capace di risanare i debiti e di permettere la conclusione dei lavori volti all’ampliamento».
Secondo Spinetti, d’altra parte, «in quanto scritto emergono falsità, imprecisioni e una scarsa conoscenza della realtà. La casa di riposo Vegni è di proprietà dell’Asp Vegni, che la gestisce autonomamente. Le aziende di servizi alla persona nascono con legge regionale ed hanno autonomia contabile, tecnica e gestionale. Il consiglio di amministrazione dell’Asp Vegni è nominato dal sindaco di Castel Del Piano e il Comune esercita la vigilanza e il controllo dell’azienda, pratica mai venuta meno. Negli anni 90, un dipendente non fedele ha creato un notevole ammanco finanziario, ma l’attuale gestione amministrativa rende assai improbabile il ripetersi di tale fatto. Da ormai innumerevoli anni i bilanci consuntivi dell’Asp vengono chiusi con importanti avanzi. Gli ultimi lavori di riqualificazione e ampliamento sono stati resi necessari per il rispetto della normativa e per migliorare gli spazi ad uso degli anziani ospiti. Il costo dell’opera, circa un milione di euro, è coperto da un contributo regionale di 250mila euro e da un mutuo bancario di 500mila euro a un tasso di interesse del 0, 90% garantito da parte del mutuo stesso. La restante parte delle risorse proviene dalla Asp ed è stata accumulata grazie ad una gestione attenta. Relativamente a questi interventi, dunque, non esiste alcuna fideiussione da parte dell’amministrazione comunale. Tutti gli atti dell’Asp sono pubblici e di facile verifica. Quando si rispettano le leggi e le normative non esistono fughe in avanti. La Vegni è un punto di riferimento sul territorio per l’accoglienza degli anziani non autosufficienti e impiega nelle proprie attività lavorative circa 60 persone. Prima di esprimersi, insomma, bisognerebbe informarsi». —
Fiora Bonelli
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