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«Ex Cirio, no ai ricorsi» Il Coordinamento sollecita un accordo

Tommaso Della Santina
«Ex Cirio, no ai ricorsi» Il Coordinamento sollecita un accordo

Un post su Facebook firmato dalle associazioni locali «Vogliamo difendere i diritti dei nostri giovani»

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PORTO ERCOLE. Lo stabilimento della ex fabbrica Cirio a Porto Ercole torna a far parlare di sé. Perché dopo un primo ricorso al Tar ce ne sarebbe un altro, indirizzato al Presidente della Repubblica. E in attesa della conferma, è comparsa su una pagina Facebook una presa di posizione in cui, a prescindere dal numero dei ricorsi e dal loro contenuto, viene sollecitato un dialogo tra le parti. Il lungo post è firmato dal Coordinamento delle associazioni di Porto Ercole.. Comitato Pirati, Comitato del Palio, Progetto Porto Ercole, Pro loco, Diportisti, Hercoletto, Comitato per il Presepe, associazione Cacciatori e associazione Percorso donne sono contrari ad ulteriori ostacoli verso quello che individuano come un possibile sviluppo della zona e che sarebbero stati posti da alcuni condomini: «A Porto Ercole - vi si legge tra l’altro - sembra che ci siano alcuni ospiti del nostro paese a volerci allontanare dai frutti (investimenti, occupazione, lavoro) che possono essere messi a disposizione, specialmente per i nostri giovani». Il post fa poi riferimento a questo secondo ricorso e stigmatizza il comportamento dei firmatari, ritenendoli non parte «della nostra comunità nelle vostre rappresentazioni dei fatti che non corrispondono in alcuna maniera alla realtà».

Qualora questo secondo ricorso dovesse andare avanti, il Coordinamento annuncia un’azione forte a difesa «dei diritti delle nostre nuove generazioni. Lo farà ad iniziare dal Coordinamento delle associazioni, che con serietà e responsabilità si sta interessando e metterà in campo tutte le iniziative legittime e possibili a sostegno della fattibilità del progetto. Chiediamo a tutti i paesani il sostegno e la collaborazione all’impegno ed al lavoro del Coordinamento».

«La nostra volontà è quella di trovare un accordo comune per tutte le parti in causa – continua il Coordinamento, indicando la strada a suo giudizio più opportuna da seguire – I condomini sono liberi di agire come meglio credono e la stessa cosa vale per i cittadini di Porto Ercole. Per palesare la nostra volontà di risolvere la situazione vorremmo organizzare un incontro fra noi, l’amministrazione e i condomini per instaurare un dialogo costruttivo con l’obiettivo di fare il bene di Monte Argentario. Più specificatamente però, stiamo pensando di scrivere un controricorso per difendere Porto Ercole».

Lo stabilimento di produzione del pesce azzurro in scatola è chiuso ormai dal 1984 e da allora è abbandonato e in uno stato di totale degrado. Nel 2018 la precedente amministrazione comunale insieme a un’azienda svedese nella persona di Qarlbo Conni Jonson avevano dato inizio all’iter burocratico per poter rivalorizzare l’area. Fabriqa, questo è il nome che dovrebbe avere il nuovo stabile, sarebbe un maxi hotel a 5 stelle dotato di 66 camere e di ogni possibile comfort (palestra, spa, sala benessere, ristorante di livello, terrazzamenti, giardini pensili). Tuttavia la strada per la sua realizzazione oltre che ancora lunga è piena di ostacoli. Ad aprile di quest’anno infatti, il condominio “La Flotta” che si trova dietro l’ex stabilimento ha presentato un ricorso al Tar contro la variante operativa elaborata dalla precedente amministrazione comunale: secondo i condomini la variante lascerebbe dubbi di interpretazione sull’altezza che avrà l’albergo una volta effettuata la rivalutazione. Il ricorso avrebbe quindi un carattere preventivo, per impedire che la nuova struttura superi i 9 metri e 40 dell’altezza attuale. E adesso ci sarebbe un secondo ricorso, distinto, rivolto al Presidente della Repubblica. —



 

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