Il Tirreno

Grosseto

Quante storie dietro quella scheda fatale

Giulia Sili
Quante storie dietro quella scheda fatale

Elettori accorsi da Milano in moto, da Lugano in treno, perfino dalla Cina. E i nonni di un candidato alle 7 erano già al seggio 

2 MINUTI DI LETTURA







C’è chi è arrivato dalla Cina e chi in moto da Milano, c’è chi ha lasciato il lavoro in Ticino ed è accorso al seggio e chi, nonostante l’età, ha fatto di tutto per mettere quella x sulla scheda: sono tante le storie dei votanti che hanno consegnato al sindaco Andrea Benini quell’unica scheda che ha fatto la differenza tra il ballottaggio e la sicura vittoria.

I primi ad arrivare al seggio sono stati i nonni di Giacomo Manni, candidato per la lista Pd. Quando il nipote si candida come consigliere comunale non si può far mancare il proprio voto e l’ansia era davvero tanta per Gianni Barbieri e Rita Borghi: i due infatti non hanno perso tempo e domenica alle 7 in punto si sono presentati al seggio per esprimere il voto e aiutare Giacomo a raccogliere i duecentododici voti che alla fine dello spoglio hanno consentito al segretario dei Giovani democratici di risultare il secondo dei consiglieri più votati.

C’è poi Nicola Martellacci, 25 anni studente di Scienze dell’Organizzazione a Milano, che sabato sera, dopo aver visto che non c’erano più treni disponibili né BlaBla Car, ha deciso di salire in sella alla sua moto e fare 350 chilometri in una sola tirata: «È stato un viaggio molto bello – dice – ho fatto una traversata in notturna arrivando a Follonica alle 2 di notte».

C’è poi la storia di Massimiliano Vaterio, docente di economia all’Università di Lugano dal 2010: «Venerdì scorso appena finita lezione, verso le 10, 30, ho preso il treno Lugano-Milano-Firenze- Follonica, 5-6 ore di viaggio. I treni erano strapieni di gente che rientrava per le elezioni e, fino a Firenze, di svizzeri e tedeschi che speravano in un weekend di sole. Per di più ho avuto il disagio di dover viaggiare in seconda classe perché lo Stato italiano ai suoi elettori paga solo questa – dice – Mi verrebbe da dire che per lo Stato italiano l’elettore deve soffrire...». Massimiliano ha poi votato: «Non sono però io quell’uno che ha fatto vincere Andrea Benini – dice – semplicemente perché io risiedo a Lugano e potevo votare solo per le Europee».

Una follonichese è poi tornata di proposito dalla Cina dopo un lungo viaggio di lavoro e, nonostante il jet lag e la stanchezza, ha espresso la sua preferenza. Infine una signora si è persa dentro la scuola alle 23.15 ma siccome era entrata all’interno dell’istituto prima delle 23 ha potuto votare. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa