Il Tirreno

Grosseto

In Europa scelgo Lega, in Comune il Pd Per settemila elettori il voto è “disgiunto”

Gabriele Baldanzi
In Europa scelgo Lega, in Comune il Pd Per settemila elettori il voto è “disgiunto”

Quasi un quinto dei cittadini nelle due urne ha depositato schede di segno opposto: un fenomeno inedito e clamoroso

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Nei sedici comuni alle urne il 26 maggio per le elezioni amministrative in provincia di Grosseto, risultano oltre settemila i voti destinati ai partiti di centrodestra e al Movimento 5 Stelle che dalle Europee (quindi dalla scheda rosa) sono poi transitati sulla testa dei sindaci uscenti, per la maggior parte del Pd, ma anche civici. Un numero impressionante, pari a poco meno del venti per cento dei votanti (circa 41mila). Insomma, domenica nel segreto della cabina elettorale quasi un elettore su cinque ha “sdoppiato” il suo consenso in due direzioni opposte, scavalcando a piè pari ideologie o appartenenze.

Nascono proprio da questo inusuale travaso i successi dei primi cittadini di centrosinistra in tante realtà. Una situazione analoga a quella che si registra in altre zone di Toscana e Italia. Laddove alle Europee, un tempo cartina di tornasole della fede politica, la Lega si posiziona sopra il 40% e il centrodestra ben oltre il 50, magari con il M5s intorno al 15%, si assiste a clamorosi ribaltamenti, scelte diametralmente opposte nella scheda azzurra delle amministrative.

COMUNE PER COMUNE

Il centrosinistra ha vinto al primo turno a Follonica (dove la Lega è scesa dal 33,5 delle Europee al 16 delle comunali) e poi a Massa Marittima, Monterotondo, Montieri, Roccastrada, Cinigiano, Civitella, Arcidosso, Santa Fiora, Sorano e Seggiano, con percentuali variabili dal 45% al 91,5%. Non solo. A Capalbio e a Castell’Azzara hanno vinto candidati civici (un ex Pd e un turborenziano) che nulla hanno mai avuto a che fare col centrodestra. Al Giglio ha vinto un sindaco di Forza Italia, un moderato al terzo mandato, appoggiato anche da alcuni grandi elettori del Pd. Prima di cercare spiegazioni sociologiche o politiche, la parola spetta alla matematica, iniziando dai numeri di Follonica.

IL CASO FOLLONICA

Nel Golfo Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia contavano alle Europee un 46% (3.969 voti per la Lega, 828 di Forza Italia e 694 di Fratelli d’Italia). Il Pd si fermava al 29,3 (3.452 voti). Nell’urna delle comunali il verdetto è ribaltato: Andrea Benini sale a 5.864 voti (3.101 provenienti dal suo partito, 1.793 dalla lista che porta il suo nome e che non ha svuotato troppo il Pd, 548 da Rifondazione e 117 dalla listina federalista). Per quanto riguarda Di Giacinto, invece, pesa il calo della Lega (solo 1.791 voti sul guerriero padano alle Comunali), mentre tengono Fi e FdI. Buono il risultato della lista Di Giacinto con 1.082 voti. Alla fine però l’elettorato del M5s se lo prende tutto Benini e anche un migliaio di elettori leghisti transitano sul fronte opposto. Da qui il boom di Benini.

SANTA FIORA, ARCIDOSSO

Stessa cosa a Santa Fiora, dove il centrodestra, alle Europee, tocca il 50% (591 voti la Lega, 72 Forza Italia e 61 Fdi) e il Pd si ferma al 26,4 (390 voti). Ma allo scrutinio delle comunali ecco la sorpresa: il sindaco del Pd Federico Balocchi registra 1.074 croci (il 71,3%, quasi settecento voti in più del suo partito). Ad Arcidosso il Pd è ai minimi storici (solo 520 voti), ma il confermato Jacopo Marini ne conta 1.241. La differenza la fanno elettori grillini e leghisti “confusi”.

ROCCASTRADA RECORD

Addirittura di 1.100 voti è il gap europee-amministrative tra il Pd di Roccastrada e il sindaco Francesco Limatola, che svuota di consenso le liste avversarie di centrodestra. Alessandra Biondi, a Civitella Paganico, fa lo stesso: il Pd gli porta 385 voti, lei ce ne mette sopra quasi ottocento “personali”, provenienti dall’area opposta. Trend che invece non funziona a Castel del Piano, dove il sindaco uscente del Pd non era in corsa e Michele Bartalini (centrodestra) ne approfitta. A pochi chilometri di distanza l’effettosindacouscente premia Romina Sani: Lega, Fdi e Fi hanno un bonus di 773 voti alle Europee, il Pd si ferma a 318, ma tutto cambia con la scheda azzurra: Sani sindaca con 780 voti, l’avversaria (leghista, con Manuel Vescovi in lista) sconfitta senza attenuanti).

MASSA E COLLINE

A Massa Marittima è Marcello Giuntini a portarsi in dote, rispetto alle Europee, quasi 800 voti extra Pd. Interessante anche il termometro del consenso di Giacomo Termine, a Monterotondo: il Pd conta 259 voti, lui ne incassa 665. A Montieri il centrodestra partiva da un 41% alle Europee, il candidato Maurizio Russo prende il 10,8. Infine Sorano, dove il centrodestra conta la maggioranza assoluta alle Europee, ma il candidato Otello Rappuoli quasi dimezza il consenso. Pierandrea Vanni porta il centrosinistra a quota mille, partendo dalla base di 439 del Pd. —

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