Sussulti e colpi di scena: contro le attese la destra non riesce a sfondare nei comuni
Nonostante l’exploit alle Europee, la Lega espugna solo tre Municipi di centrosinistra su 15. Conferma per Ortelli al Giglio
E poi nessuno dica che le elezioni sono una cosa noiosa. Nel giro di 24 ore la Lega trionfa ribaltando i risultati di cinque anni fa, e poco dopo il risultato delle Europee in provincia di Grosseto si ridimensiona man mano che le urne delle amministrative vengono aperte.
La Lega, che alle Europee ha conquistato il 38 per cento guastando la mattinata al centrosinistra, pronto a una Caporetto anche alle amministrative, su quindici comuni di centrosinistra dei sedici chiamati a rinnovare il consiglio alla fine è riuscita a strapparne solo tre: Scarlino, Castel del Piano e Castell’Azzara.
Sotto la Rocca pisana Francesca Travison, consigliera comunale uscente, ha soffiato la fascia tricolore a un veterano come Emilio Bonifazi, già sindaco di Follonica e Grosseto.
Sull’Amiata, invece, sono due le roccaforti del centrosinistra che da ieri hanno issato bandiera verde. La Lega con Michele Bartalini è riuscita a scalzare la pluridecennale amministrazione di centrosinistra di Castel del Piano. Giovanna Longo e la sua civica sostenuta dal Pd non è riuscita a prendere più di 944 voti.
Il sostegno esterno della Lega alla lista «puramente civica» di Maurizio Coppi, ex renziano, realizza l’inaspettato a Castell’Azzara. A dispetto delle previsioni – dell’avversario Massimo Guidotti – Coppi espugna il Municipio e gli bastano addirittura meno voti (456) rispetto a quelli con cui, cinque anni fa, era arrivato solo secondo (487).
A Capalbio, invece, tra i due litiganti ha vinto il terzo incomodo. In quella da sempre etichettata dal centrodestra come la «capitale radical chic della sinistra», non è bastato il tweet di Salvini a sostegno – non richiesto, peraltro – del candidato Valerio Lanzillo perché il rosso sfumasse nel verde. Il colore della Capalbio 2019-2024 è lo stesso del cielo che ieri incombeva sul borgo maremmano: il neutro di una lista civica, quella di Settimio Bianciardi, anche lui ex Pd, che l’ha spuntata anche sul segretario del Pd locale Marco Donati.
Qualche altro brivido? Lo ha servito Monterotondo Marittimo. Essere l’unico candidato in corsa non ha certo fatto dormire sonni tranquilli al sindaco uscente Giacomo Termine, che aveva bisogno che almeno la metà più uno dei suoi compaesani andasse a votare. Su 926 elettori ne ha convinti 727. Di questi 28 hanno pasticciato la scheda, risultata nulla. Altri 34 l’hanno lasciata bianca. Alla fine con 665 crocette tracciate, Termine ce l’ha fatta.
Se le “emozioni forti” ancora non bastassero, ecco che a Follonica va in scena un caso probabilmente inedito. Avete presente i manuali di diritto amministrativo che spiegano che per vincere basta il 50 per cento “più uno” dei voti? Be’, a Follonica è successo davvero. Nell’unica sfida in provincia dove poteva rendersi necessario il ballottaggio (perché comune oltre 15mila abitanti) il sindaco uscente di centrosinistra Andrea Benini, in campo contro lo sfidante di centrodestra Massimo Di Giacinto, ha preso la metà esatta dei voti. Più uno. Uno. Altro che fotofinish. Ci vorrebbe piuttosto un microscopio. Massimo non l’ha presa bene. «No comment», diceva ieri sera, forse già meditando su un (comprensibile) ricorso per ricontare tutto.
Quanto ad Andrea, si è acciuffato quel solitario voto ed è andato a festeggiare, spumante e lacrime, la sofferta vittoria.
E non è stato l’unico sindaco uscente di centrosinistra confermato al di là – e in barba – al risultato delle Europee, cosa che fino alle 14 di ieri sembrava il titolo di un film di azione, “Mission: impossible”. E invece…
Invece ad Arcidosso Jacopo Marini ha stracciato sia Corrado Lazzeroni, sostenuto dalla Lega, che Guendalina Amati, che della Lega si era autoproclamata candidata, salvo rettifica del partito. A Cinigiano Romina Sani è salda al comando nonostante per Serena Tucci si sia scomodato addirittura il senatore Manuel Vescovi, che ora siederà sui banchi dell’opposizione. A Civitella Paganico per la sindaca uscente Alessandra Biondi il 26 maggio è stata praticamente una formalità. Per lei hanno infatti votato sette elettori su dieci (sì, proprio il 70%). A mani vuote Alessandro Bragaglia. E così a Massa Marittima Marcello Giuntini, a Montieri Nicola Verruzzi, a Santa Fiora Federico Balocchi, a Roccastrada Francesco Limatola. Che, tanto per dare una misura, ha preso 1. 100 voti in più rispetto a quelli del suo partito, il Pd, alle Europee.
Conferma di una coalizione che comprende il centrosinistra anche a Sorano, in un certo senso, dove torna per il terzo mandato il vicesindaco uscente Pierandrea Vanni, primo cittadino già tra il 2004 e il 2014. Continuità anche a Seggiano con Daniele Rossi che raccoglie l’amministrazione di centrosinistra del suo predecessore Gianpiero Secco.
Continuità, ma nel segno opposto, anche all’Isola del Giglio, dove Sergio Ortelli è approdato al suo terzo mandato di fila, confermando il governo di centrodestra dell’isola. Insomma, il centrosinistra si difende, ma non attacca. —
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