Il Tirreno

Grosseto

castel del piano  

Bartalini e i primi 100 giorni «Riapriremo via dell’Opera»

Fiora Bonelli

Vittoria netta del candidato di centrodestra, il suo “tutor”: «Ce l’abbiamo fatta» Longo delusa: «Visti i risultati delle Europee, ho pensato subito alla sconfitta» 

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A Castel del Piano il centrodestra straccia la lista di centrosinistra. Un risultato inaspettato fino agli esiti delle Europee, perché fino alla vigilia i due candidati apparivano sul filo di lana.

Invece, fin dall’inizio degli scrutini si è visto immediatamente il trend. Michele Bartalini, candidato del centrodestra, filava alla grande in tutte le sezioni. E poco prima delle 16 di ieri è stato certo che era lui il nuovo sindaco.

La lista civica di centrodestra Per un Comune di tutti con 1548 voti supera di 500 punti quella capeggiata da Giovanna Longo, caposquadra di Tradizione e innovazione, che ne incassa solo 944, e così strappa ai competitor un primato che era ormai da sempre nelle mani di coalizioni di centrosinistra.

Lo schieramento di maggioranza sarà dunque così composto: sindaco Michele Bartalini. Consiglieri Giorgio Avola (67 preferenze), Sonia Giannelli (65), Luciano Giglioni (108), Renzo Nannetti (113), Gabriele Panfi (63), Carlo Pulcini (43), Paola Ricci (52), Luca Jacopo Salvadori (113).

All’opposizione: Giovanna Longo, Jessica Acciaroli, Fabiola Violini e Samuele Pii.

Soddisfazione e commozione di Michele Bartalini. «Ancora non ci credo – dice – è una soddisfazione enorme dopo una campagna elettorale entusiasmante, ma anche molto faticosa che ci ha fatto parlare con tante persone e venire a contatto dei problemi pesanti che ci sono. La gente voleva il cambiamento, un’inversione di tendenza. Noi gliela daremo. Abbiamo riservato attenzione massima alle frazioni dove siamo stati apprezzati e ascoltati». Anche Montenero, generalmente orientato con molta decisione a sinistra, ha dato la sua preferenza a Bartalini. «Lo stesso a Montegiovi – dice il neosindaco – più vicino orientativamente al nostro programma».

Ora al lavoro. «Le nostre priorità – dice Bartalini – saranno la sicurezza, lo sviluppo del territorio, il mantenimento del paese, il lavoro. Tante le cose da fare. Guardiamo con molta attenzione alla sanità, nostro cavallo di battaglia. Ma nei primi cento giorni la cosa che abbiamo promesso e che faremo è la riapertura di via dell’Opera per ridare fiato al nostro paese. Poi incontreremo le associazioni e con loro costruiremo eventi e iniziative. Grazie a tutti, cercherò di fare al meglio».

Anche Luciano Giglioni, che è stato il “tutor” di Bartalini con la sua esperienza di politico di lungo corso, è entusiasta. «Stavolta ce l’abbiamo fatta – dice – e nemmeno con pochi voti. La giunta? Ancora non sappiamo al 100 per 100. Analizzeremo le preferenze, le vocazioni, le disponibilità dei vari consiglieri e poi appena il quadro sarà completo ufficializzeremo il tutto. Grandissima soddisfazione per noi, perché la gente voleva un cambiamento. Era palpabile. Lo abbiamo sentito con tutte le persone con cui abbiamo parlato, e sono state tantissime, in campagna elettorale. Vogliamo ricostruire un tessuto sicuro, trasparente, operativo per una Castel del Piano migliore».

Delusione invece in casa del centrosinistra. La capolista Giovanna Longo a caldo commenta: «Dopo i risultati delle Europee, ho pensato subito a una sconfitta della mia compagine. Un trend, quello europeo, che ci ha travolto. Infatti la nostra perdita è stata secca, 500 voti di differenza sono tanti. Ho subito telefonato a Bartalini per fargli i miei complimenti e i migliori auguri di buon lavoro».

Delusione anche per il raffronto con le altre sfide municipali. «Purtroppo – dice Longo – siamo l’unico comune, fra quelli al voto, che il centrosinistra perde. Non siamo riusciti a far passare il messaggio che la nostra lista era indipendente dal Pd, cosa che ho ripetuto sempre ma che probabilmente non è stata efficace. Quindi, probabilmente per queste due componenti insieme gli elettori non ci hanno premiato, anzi ci hanno punito. L’altro punto che sicuramente ha giocato a nostro svantaggio è la nostra disparità di vedute sul tema immigrazione. Resta comunque il pensiero che, dopo aver interiorizzato la sconfitta e la delusione, l’opposizione ha un ruolo importante e noi lo svolgeremo al meglio». —

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