Il Tirreno

Grosseto

l’analisi 

Sono estranee le malattie tipiche delle miniere

Sono estranee le malattie tipiche delle miniere

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GROSSETO. Sia le associazioni cattoliche dei lavoratori (Acli) sia i sindacati hanno commentato i dati sul cattivo stato di salute in Maremma, collegandoli alle criticità occupazionali e sociali. Meno una persona lavora, meno può permettersi le cure: questo il senso. Ma questa lettura deve essere adattata ai giorni nostri, senza allargare l’interpretazione alla presenza degli ex minatori ancora in vita, nella convinzione che siano loro a sfalsare le statistiche con le conseguenze derivanti dal lavoro in miniera. Il confronto tra due studi evidenzia che determinate patologie, come i tumori, sono aumentate solo a partire dal 2000: il primo è stato redatto dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dall’Istat, riferito a dati rilevati nel triennio 1980- 1982, quando le miniere avevano da poco chiuso; il secondo studio è del Cnr di Pisa/Fondazione Monasterio pubblicato nel 2010, riferito ai dati rilevati negli anni 2000-2006. Un esempio del confronto è quanto riporta il Cnr rispetto alla mortalità per pneumoconiosi nelle Colline Metallifere: «Risulta in forte diminuzione in tutta l’area, anche se il decremento non è ancora in grado di riportare i tassi al livello regionale». È in calo, scrive il Cnr nel 2006, rompendo quindi il collegamento dei dati preoccupanti dell’Ars con le malattie tipiche del lavoro in miniera. Quei dati preoccupanti riguardano il presente. —

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