Toscana
Petizione contro il piano antincendio «Abbattimenti insensati e contraddittori»
Gufi lancia una raccolta firme su Change.org: no al diradamento dell’80% degli alberi e all’eliminazione di alcune specie
GROSSETO. Il Gufi – Gruppo unitario per le foreste italiane – onlus, che unisce cittadini e associazioni impegnate nella difesa del patrimonio boschivo italiano, si oppone al Piano Aib di prevenzione degli incendi boschivi previsto per le pinete litoranee dei comuni di Castiglione della Pescaia e Grosseto, chiede che sia bloccato con effetto immediato e radicalmente riformulato, e lancia una raccolta firme sul sito Change.org per invitare i cittadini a inviare mail di protesta alla Regione Toscana, al Comune di Castiglione della Pescaia e al Ministero dell’Ambiente per fermare i tagli imminenti degli alberi e degli arbusti nelle pinete.. «Il Piano Aib, commissionato dalla Regione Toscana alla società privata Dream – spiega l’associazione in una nota – prevede drastici interventi di diradamento degli alberi oltre l’80%, distruzione del sottobosco, abbattimento di tutti i pini marittimi (Pinus pinaster), la costituzione di strutture parafuoco e di viabilità e fasce di autoprotezione fortemente impattanti e addirittura l’utilizzo del fuoco prescritto».
Per l’associazione si tratta di interventi pesanti che richiedono la Valutazione di impatto ambientale (Via) «che non è stata effettuata». Perplessità anche su cosa ne sarà del legno, una volta abbattuti i pini. «Non è dato sapere il destino delle migliaia di tonnellate di legno che risulteranno dalla strage di alberi – dice l’associazione – ma è doveroso sottolineare come in passato gli alberi secolari delle pinete grossetane siano diventati legna da ardere in centrali a biomasse». Il Piano stesso sottolinea come il legno di pino abbia scarso valore commerciale «forse già sottointendendo quale sarà il destino degli alberi», azzarda Gufi.
Il Piano, per aggiungere la beffa al danno, sarà finanziato con i Fondi Europei che l’Unione Europea dà all’Italia per proteggere e tutelare le sue aree naturali di particolare valore. Caratteristiche che il piano antincendio approvato in tutta fretta dalla Regione Toscana non tiene in considerazione, puntando al taglio preventivo della biomassa: «Tagliare alberi secolari affinché non rischino di bruciare», è il paradosso colto da Gufi. «Un approccio insensato – dice l’associazione – che attribuisce alla presenza di alberi e biomassa legnosa la causa degli incendi, le cui origini vanno invece ricercate nella recrudescenza degli incendi dolosi, facilitati dalla mancanza di lotta attiva da parte dei vigili del fuoco e dalla soppressione del Corpo Forestale dello Stato».
Il Gufi denuncia che il piano ha «gravi lacune e contraddizioni», «manca di una visione sistemica e è inadeguato per quanto riguarda la protezione di una zona di grande valore naturalistico e turistico e per la stessa protezione antincendio». Per l’associazione gli incendi non sono in aumento ma hanno un andamento analogo alle altre zone d’Italia «e nel corso dello scorso anno non si è verificato alcun incendio». In ogni caso, «la gran parte degli incendi sono di natura dolosa o colposa, provocati quindi dall’attività umana». Il Piano approvato dalla Regione Toscana, però, «si astiene dal cercare relazioni con il vertiginoso incremento della domanda di materiale legnoso per alimentare le centrali a biomasse». Neanche la gestione selviculturale proposta nel Piano, basata su tagli a raso, diradamenti e ripuliture del bosco, piace all’associazione: «Non ha mai protetto le pinete dagli incendi».
Gufi si dice poi «sconcertata» che il piano preveda di abbattere tutti i pini marittimi in chiave antincendio: «Questa specie arborea è utile proprio per la rapida ricostituzione dei soprassuoli forestali danneggiati dal fuoco, data la sua velocità di rinnovazione naturale». Bocciate anche la semina (invece della messa a dimora di nuovi pini), perché troppo lenta, e la totale eliminazione degli arbusti lungo le strade e in prossimità delle zone abitate. Il sottobosco, dice Gufi, aiuta a mantenere il suolo umido e tiene alla larga il fuoco. Toglierlo ucciderebbe anche molte specie animali. Pollice verso anche per il fuoco prescritto («tecnica deleteria la cui adozione è in evidente contrasto con la tutela della biodiversità vegetale e animale») e le fasce parafuoco da 50 metri («considerate inutili dalla letteratura scientifica»).
«Firmando la petizione “Salviamo le Pinete Grossetane” sul sito Change.org, i cittadini possono far sentire la loro voce per proteggere quello che è un bene comune, e se lo desiderano, inviare una mail di protesta alle persone che hanno autorizzato questa devastazione», dice l’associazione. Il consiglio direttivo del Gufi è composto da: Giovanni Damiani (presidente); Patrizia Gentili e Bartolomeo Schirone (vicepresidenti); Daniele Zavalloni (segretario); Ugo Corrieri (tesoriere); Stefano Allavena, Alessandro Bottacci, Stefano Gotti, Silvano Landi, Ferdinando Laghi e Franco Tassi (consiglieri).
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