L’appello: «Dateci l’acqua del pozzo per il parco che curiamo da 15 anni»
Tra via Canada e via Svizzera, nascosto dai palazzi, c’è un parco-giardino che è un gioiello. È pieno di panchine. Ha alberi, erba verde e qualche fiore. Nei mesi più caldi offre angoli d’ombra. Ed è sempre pulito: per terra non c’è una carta né un mozzicone di sigaretta. È un unicum. Il merito è tutto di un gruppo di residenti dei condomini che si affacciano sul parchetto e che del giardino si prendono cura con dedizione – tra di loro c’è persino una volontaria ultracentenaria – da più di 15 anni: potano gli alberi, fanno il prato, puliscono, se necessario. E d’estate annaffiano, ciascuno davanti a casa. E qui cade l’asino. L’utilizzo del pozzo irriguo – quello in via Canada, davanti al cinema The Space – quest’anno non è stato concesso alla minicomunità di residenti.
Si sono accorti per caso che il rubinetto fosse chiuso: l’uso dell’acqua di quel pozzo è sempre stato consentito da maggio a ottobre, un’ora la mattina e un’ora la sera: dopo le prime (per ora sporadiche) giornate calde di maggio, hanno tentato di annaffiare il prato ma dal pozzo alle loro cannelline non è arrivata una goccia. E così hanno chiesto spiegazioni negli uffici comunali. «La scorsa settimana ho parlato con l’assessore Riccardo Megale – conferma Renzo Bertini – che mi ha detto che quest’anno l’acqua non può essere data. Eppure lo scorso anno ci era stata subito concessa», nonostante fosse già a regime il nuovo sistema di gestione dei pozzi irrigui. Era infatti l’aprile 2017 quando il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore Megale annunciarono che non li avrebbero riaperti a servizio dei privati «perché la norma regionale non lo consentiva», eccezione fatta per chi ne avesse fatto richiesta (mediante amministratori di condominio o gruppi costituito di cittadini) e si fosse fatto carico delle spese. «Non capiamo perché nel 2018 quando già era in vigore il nuovo regime – sottolinea Michele Severi – l’utilizzo del pozzo ci è stato concesso e quest’anno no».
I residenti ritengono di avere buoni motivi per non lasciar cadere la loro richiesta nel vuoto. Innanzitutto perché quel pozzo davanti al The Space – che oggi, dicono, viene utilizzato dalla Nuova Grosseto Barbanella per l’impianto comunale di via Australia, dato che il pozzo sul rondò tra via Guatemala e via Australia è franato – sentono che un po’ appartenga alla loro comunità: «È stato costruito –ricorda Alessia Marchetti – in concomitanza con la lottizzazione con cui sono stati edificati questi palazzi». E poi per un’altra ragione: «Noi – dicono tutti – non vogliamo acqua per annaffiare il prato privato, ma per continuare a prenderci cura di un parco pubblico frequentatissimo da bambini, anziani, famiglie residenti e non, da chi aspetta gli spettacoli del cinema». «Di acqua in quel pozzo ce n’è in abbondanza – sottolinea Andrea Russo – per noi e per la Nuova Grosseto. O ci ridanno l’acqua o l’Amministrazione comunale deve mettersi in testa che deve far pulire quest’area verde e mantenerla com’è: qui per anni non si è visto nessuno, ce ne siamo sempre occupati noi». E il pensiero di tutti va a un vicino di casa scomparso, Sergio Pizzetti, che in quel giardino ci mise l’anima oltre che i semi da cui sono spuntati erba e fiori. «Sarebbe un grande peccato – dicono in coro – se quest’anno finisse tutto bruciato dalla calura». —
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