Gioco
L’acqua delle Terme dell’Osa potrà rifornire piscine private
Il Comune, tornato in possesso dell’area nel 2017, si prepara a riqualificarla Nel frattempo permetterà a chi vuole (a pagamento) di attingere dai pozzi
Si avvicina la riattivazione dei pozzi delle Terme dell’Osa. «A settembre si potrà attingere acqua dai pozzi delle Terme dell’Osa», dice il senatore e consigliere comunale con delega ai lavori pubblici Roberto Berardi.
«Siamo in grado di stilare un iter che ci porterà a “riemungere” l’acqua termale e poterla distribuire a chi ne volesse fare eventualmente uso». Il tempo di attesa è stimato in 16 settimane che sembra essere il periodo necessario alle analisi necessarie e ai permessi richiesti per riattivare i pozzi.
«Durante le prove eseguite – spiega Berardi – prelevando 120 litri al secondo d’acqua, il livello si abbassa di 50 centimetri dopo 24 ore, dopo aver tirato fuori 432mila litri d’acqua». Oltre a riattivare i pozzi, l’amministrazione comunale, che è tornata in possesso dell’area del cantiere, ha intenzione di riqualificare la zona: è in programma una nuova recinzione – quella che c’è adesso in alcuni punti è rotta – e una ripulitura generale, anche delle parti interne. L’intenzione è quella non dare l’impressione che lo spazio dove dovevano sorgere le Terme sia un cantiere in degrado e in stato di abbandono come è adesso.
Una volta riattivati i pozzi chi sarà interessato potrà acquistare l’acqua termale e portarla nelle proprie piscine. Ovviamente non è tutto facile come sembra ma è un’opportunità per alcune strutture che potrebbero acquistare l’acqua al prezzo stabilito dalla Regione Toscana ed utilizzarla per allungare la stagione. «Ripartire da agosto e settembre – aggiunge Berardi – sarebbe ottimale dato che si va verso l’autunno e la stagione balneare è finita».
L’acqua termale potrebbe essere utilizzata anche dalle strutture dei campeggi per allungare la stagione e aprirsi a un tipo di turismo diverso.
Le Terme, o meglio, l’area di cantiere, sono state riconsegnate al Comune lagunare nel 2017: il verbale del “traghettamento” dell’area è del 10 febbraio 2017. Il concessionario, da cui il Comune ha riavuto l’area, aveva partecipato e vinto la gara nei primi anni 2000. Tutto si fermò poco tempo dopo e le Terme dell’Osa, inizialmente destinate a diventare un fiore all’occhiello della zona, rimasero monche, con impianti mai realizzati; tale potenzialità avrebbe arricchito l’offerta turistica della zona: acqua sulfurea a due passi dal mare. Per le Terme erano previsti investimenti sostanziosi ma dopo l’assegnazione del bando iniziarono i problemi. Le cose non erano come sembravano, il terreno non reggeva e c’era bisogno di palizzate non previste. Un contenzioso segnò lo stop di qualunque intervento in quella zona. Un contenzioso che continua ma che adesso non impedisce al Comune di andare avanti per la sua strada dando un futuro a delle Terme che esistono, per adesso, solo sulla carta. —
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