Sicurezza
Arrestati dopo aver offerto la droga ai carabinieri
Rimangono in carcere i due giovani marocchini sorpresi dall’Arma: appostati nel bosco ne uscivano quando le auto si fermavano nella piazzola
ARCIDOSSO. Restano in carcere Hamid Nadiri, 25 anni, e Hicham Jarmouni, 22, entrambi di nazionalità marocchina e senza fissa dimora, arrestati dai carabinieri in un’operazione antidroga. Arresti scattati quando uno dei due aveva offerto dell’hashish alla pattuglia in borghese che si era fermata in una piazzola della strada provinciale 7, Monticello Amiata, uno dei punti dello spaccio di cui l’Arma aveva avuto notizia: perché, secondo le modalità riferite, alcuni cittadini nordafricani si sarebbero appostati nel bosco per uscirne al momento in cui i tossicodipendenti si fermavano per gli acquisti. E così era andata anche mercoledì scorso.
Quel pomeriggio, i carabinieri della Tenenza di Arcidosso avevano organizzato un servizio per circondare la zona interessata: dopo l’arrivo di un’auto (il conducente, uno straniero, era entrato nel bosco e ne era riuscito poco dopo – si sarebbe trattato di un rifornimento di viveri e di ricarica telefonica), osservato a distanza, i militari avevano deciso di fingersi clienti. E il giovane poi identificato come Nadiri, uscito dal bosco aveva proposto l’acquisto: una volta che i carabinieri in auto di erano qualificati, Nadi era scappato. Ma era stato fermato e perquisito: gli erano stati trovati droga, denaro e telefonini. Jarmouni era stato fermato dai colleghi mentre sistemava delle buste con viveri in una specie di grotta: anche lui aveva tentato di fuggire, anche a lui erano stati sequestrati droga, denaro e telefoni. Poco dopo l’Arma aveva fermato un tossicodipendente che si era fermato nella piazzola e che aveva spiegato di aver concordato per telefono un appuntamento con gli spacciatori da lui conosciuti.
La cessione due-tre volte alla settimana di eroina a 40 euro a dose (mezzo grammo) al tossicodipendente, l’offerta di droga ai carabinieri, la detenzione di 5 grammi di hashish in tre involucri, di altri 11 involucri con eroina e di altri sei con cocaina (in tutto 15 grammi), più altri 4 grammi e mezzo di hashish in due involucri, avevano fatto scattare gli arresti. Adesso convalidati dal gip Marco Mezzaluna (difese Alessia Ratti e Alessandro Bartolozzi), che ritenuto continuativa e organizzata l’attività di spaccio e non lieve l’ipotesi contestata (sarebbero stati ricavabili 18 dosi di cocaina, 46 di eroina e 31 di hashish). Secondo gli accertamenti dei carabinieri, i due sono entrati illegalmente in Italia, non hanno una dimora, non hanno un lavoro. Eppure sono stati trovati in possesso di denaro e droga, sintomi di contatti con un’organizzazione. «Sono giovani spacciatori che si muovono in quel sottobosco di illegalità alimentato dall’inefficienza e-o difficoltà nell’assicurare le espulsioni o i respingimenti» e che non hanno altre prospettive che continuare a spacciare, perché non hanno alternative, visto anche e soprattutto il loro ingresso clandestino in Italia. «Non hanno nulla da perdere». — Pierluigi Sposato
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