Gioco
Approvato il consuntivo 2018: "Risultato da 25,5 milioni di euro"
Velocizzati pagamenti di fatture e riscossione dei crediti (tranne il Peep Pizzetti). L’opposizione: «Avanzo da 4,8 milioni troppo alto, era meglio usare quei soldi»
GROSSETO. Crediti riscossi più velocemente, pagamenti delle fatture mai così rapidi (26 giorni contro i 62 del 2017) e, in definitiva, un risultato di amministrazione di 25,5 milioni di euro contro i 24,9 del 2017. Il bilancio consuntivo del 2018 del Comune di Grosseto è stato approvato ieri dal consiglio comunale dopo che Giacomo Cerboni, assessore al Bilancio, ha spiegato come questo rendiconto sia «un punto importante perché dopo due anni pieni della nostra amministrazione ne dà l’indirizzo».
I punti positivi sottolineati dall’assessore sono la riduzione del “profondo rosso” di disavanzo straordinario da 15 milioni di euro accertato nel 2015, una mannaia che il Comune si trascinerà con rate da 508mila euro all’anno fino al 2044. Nel 2018 l’avanzo è stato superiore, 700mila.
Buone notizie anche per l’anticipo di tesoreria, quel gruzzoletto a cui i Comuni ricorrono per coprire le spese tra gennaio e giugno, finché non cominciano a incassare i tributi. A Grosseto nel 2018 ammontava a 14 milioni, due in meno rispetto al 2017. Sono così scesi gli interessi di anticipazione pagati al Mps che è la tesoreria del Comune rispetto ai 5 anni precedenti. L’assessore ha anche citato alcune spese invariate (attività sociali, servizi educativi) e rivendicato la bontà di altre (progetto Pop up e assunzione di 4 agenti della Municipale).
Non ha poi nascosto la «zavorra» (parole sue) del credito di 7 milioni ancora non riscosso per il conguaglio del Peep Pizzetti, ma non è sceso in dettagli: «Le procedure (per il recupero) sono in corso e non hanno più discrezionalità politica ma sono procedimenti giudiziari, frutto di una situazione che abbiamo trovato».
Dall’avanzo di amministrazione, che in totale ammonta a 4,8 milioni di euro, 2,8 milioni saranno destinati a manutenere le strade, a installare ringhiere in corten sulle Mura nei tratti dove il parapetto è troppo basso (100mila euro), a promuovere il territorio (104mila dall’imposta di soggiorno).
Ma proprio l’avanzo di amministrazione ha sollevato perplessità e critiche dall’opposizione. «Troppi soldi “avanzati” che potevano essere usati per altre opere pubbliche» è stato il rimprovero. Lorenzo Mascagni (Pd), raffrontando le cifre spese in un arco di tempo identico dalla precedente amministrazione, ha fatto notare che con Bonifazi la spesa per le strade è stata di circa 3 milioni di euro più alta. «L’assessore al Bilancio, che è della Lega, farebbe un favore alla città se desse più soldi al collega di partito Riccardo Megale, assessore ai Lavori pubblici». Anche per Rinaldo Carlicchi (Passione per Grosseto) 4,8 milioni di euro sono un avanzo «sproporzionato». «È come togliere 4,8 milioni di euro di investimenti alla città», ha detto, appellandosi al consigliere e parlamentare Mario Lolini (Lega) perché segnali «un provvedimento che consenta di sbloccare questi soldi». Il consigliere Pd Marco Di Giacopo ha fatto notare la minore partecipazione del Comune per alcuni servizi a domanda individuale (piscine dal 14% al 4,12%; impianti sportivi dal 20% al 10%) e alcune discordanze dell’ordine di mezzo milione l’una per fatture di Sistema e Acquedotto del Fiora. «Un bilancio in ordine, solido, ma non è stato fatto niente di speciale», è stata la sintesi di Gino Tornusciolo di CasaPound.
Un pensiero dell’assessore Cerboni è andato poi a Giulio Balocchi, dirigente comunale del settore Risorse finanziarie che a novembre andrà in pensione. «Nonostante questi fossero gli ultimi anni di servizio, ha rilanciato il suo impegno assumendo ancor più servizi. Per me è stato un piacere sottoscrivere accanto a lui i rendiconti di questi tre anni». —
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