Il Tirreno

Grosseto

verso le elezioni/massa marittima 

Repubblicani chiudono tirando stoccate ai rivali per il municipio

– G. S.

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MASSA MARITTIMA. «Una campagna condotta all’insegna delle novità» così i Repubblicani per la centralità massetana, che con l’ultimo intervento hanno scelto di tirare non poche stoccate, definiscono la campagna elettorale appena conclusa. Per gli alleati del sindaco Marcello Giuntini gli elementi inediti che hanno monopolizzato l’attenzione degli elettori sono stati due: «La convergenza dei moderati in un unico raggruppamento, quello di Massa Avanti Insieme, e l’ingresso a gamba tesa della politica nella competizione elettorale e la conseguente morte del civismo massetano. Di entrambi – dicono – abbiamo ampiamente dibattuto ma, alla vigilia del voto, ci sembra doveroso esprimere una nostra valutazione».

Ci sono però dei dubbi: «Qualora le urne dovessero premiare Massa Comune, molte sarebbero le perplessità che tale risultato genererebbe – dicono – Infatti è lecito pensare che, viste le evoluzioni degli ultimi mesi, nella formazione della squadra di governo possano essere chiamati a fare gli assessori la signora Vanda Peccianti, papabile candidata per la delega al turismo e l’architetto Gabriele Galeotti. Nel primo caso sarebbe evidente l’incompatibilità tra Peccianti ed il ruolo che andrebbe a ricoprire, in considerazione della causa intentata dalla cooperativa Colline Metallifere, di cui la signora è presidente, proprio all’amministrazione comunale di cui diventerebbe a tutti gli effetti membro». E continuano: «Non è chiaro quale sarà il ruolo del candidato a sindaco Luciano Fedeli in questa partita, tenendo presente che la sua decisione a partecipare è avvenuta tardivamente, motivata quasi sicuramente dall’intento di erodere voti al candidato Giuntini e stabilendo così, di fatto, una intesa cordiale con Massa Comune. Infine non è chiaro quale sarà il contegno di Fiorenzo Borelli una volta sconfitto. Porterà il suo mandato fino infondo oppure, al primo scossone politico, deciderà di dimettersi così come accaduto nel recente passato, tradendo così la fiducia di chi ha scommesso su di lui? ». – G. S.

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