Attenzione
Geotermia e programmi tra favorevoli e contrari
grosseto. Il gruppo Geotermia sì, che in queste settimane ha seguito con grande attenzione gli interventi dei candidati sindaci nei comuni geotermici, plaude per aver «riscontrato un sostegno diffuso all’energia geotermica nei vari programmi, salvo qualche eccezione». Ma davvero i candidati sono per lo più favorevoli all’energia dal calore della terra?
Nella zona tradizionalmente vocata alla geotermia i candidati sono nettamente favorevoli. A Monterotondo, Giacomo Termine – sindaco uscente e unico in corsa – ha sempre sostenuto la geotermia come fonte rinnovabile, dunque incentivabile, al centro delle strategie di sviluppo del territorio.
A Montieri, tutti i candidati sono favorevoli. Il sindaco uscente e ricandidato Nicola Verruzzi, di recente arrivato a fare lo sciopero della fame perché il governo continuasse a prevedere incentivi statali all’industria geotermica, ribadisce: «La mia posizione è identica. Sono favorevole allo sviluppo di questa energia rinnovabile e la considero una risorsa strategica per tutti questi territori». Anche per Antonio Rondelli, lo sviluppo si lega allo sfruttamento geotermico e lo stesso per Maurizio Russo.
Diverso il quadro in Amiata. A Santa Fiora, di fronte alla netta chiusura di Paolo Vichi, si contrappone Federico Balocchi, sindaco uscente, «favorevole allo sfruttamento dell’energia geotermica nella misura in cui è compatibile con l’ambiente. Noi crediamo che l’Amiata ha, da sempre, una dimensione industriale che dobbiamo sostenere e sviluppare, così come ha delle risorse ambientali che dobbiamo salvaguardare. Non siamo contrari alle centrali di nuova generazione, senza emissioni».
A Castel del Piano, entrambi i candidati, Giovanna Longo e Michele Bartalini sono contrari a qualsiasi tipo di geotermia, sia flash che a bassa entalpia. «Dopo l’incontro a Montenero coi comitati e le aziende contrari alla geotermia – dice Bartalini – ci siamo impegnati per formare un comitato che raggruppi tutti i comuni contrari. Castel del Piano si costituirà capofila per creare un comitato che si chiamerà Geotermia no che si raccorderà con ministero, Regione, Stato per non svendere il territorio».
Ad Arcidosso le liste di Marcello Bianchini, Guendalina Amati e Corrado Lazzeroni sono chiuse alla geotermia. In particolare Lazzeroni specifica nel programma: «Visto lo studio epidemiologico commissionato a suo tempo all’Ars e il progetto InVetta, si evidenzia uno stato di salute precario delle popolazioni amiatine. Pertanto vogliamo vedere chiaro quanto le emissioni geotermiche possono contribuire allo stato di salute della popolazione arcidossina e di tutto il comprensorio amiatino. Pertanto ribadiamo la nostra contrarietà ad un’energia né pulita né rinnovabile». Per Jacopo Marini «la geotermia è argomento da trattare in ambito comprensoriale. No ad altre centrali prima di vedere i dati epidemiologici dell’Ars e i dati ambientali. No anche alla media entalpia. Sì al teleriscaldamento e alle centraline intelligenti di monitoraggio. E unici interventi ammissibili nell’area di Bagnore». —
Fiora Bonelli
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