Sicurezza
Razzie nei poderi, un arresto Scatta la caccia ai ricettatori
Un 47enne è finito in manette, sospettato di aver messo a segno trenta furti Obbligo di dimora per un altro uomo, nel mirino case isolate o abitate da anziani
grosseto. Avrebbero messo a segno circa trenta furti, rubando computer, attrezzi agricoli, contanti e ricavando una refurtiva dal valore complessivo di circa 40mila euro.
Avrebbero agito prevalentemente di notte, concentrandosi su case isolate, spesso abitate da anziani e, talvolta, operando su commissione, mantenendo i contatti con una rete di ricettatori in grado di piazzare la refurtiva. Tutti fatti, questi, avvenuti tra il 2018 e il 2019, per il quali sono sospettati due uomini.
Per questo Dritan Kacabuni, 47enne nato in Albania, è finito in carcere, mentre per Rusan Elezi, 44enne nato in Macedonia, è scattato l’obbligo di dimora nel territorio comunale di Grosseto.
Le misure cautelari sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura, per poi essere eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Grosseto.
Le indagini, portate avanti dal nucleo investigativo dei carabinieri e coordinate dalla Procura di Grosseto, sono iniziate nell’aprile del 2018, dopo il verificarsi di una serie di furti su tutto il territorio provinciale.
Grosseto, Massa Marittima, Roccastrada, Orbetello, Gavorrano. Ma anche Scansano, Castiglione della Pescaia e Alberese.
Tutte zone oggetto di razzia. I carabinieri hanno capito che i diversi furti, effettuati con le medesime modalità d’azione, erano da ricondurre a un’unica matrice.
I ladri, cioè, agivano prevalentemente di notte, colpendo case isolate, spesso di campagna. Sopralluoghi, porte forzate e allontanamento dei cani sono alcuni degli stratagemmi utilizzati da chi ha messo a segno i colpi, la cui refurtiva, almeno nelle componenti più ingombranti, veniva nascosta nei boschi, per poi essere recuperata in seguito.
Oltre ad attrezzi agricoli ed elettrodomestici, dalle abitazioni venivano sottratti contanti, olio d’oliva e bevande alcoliche. Parte della refurtiva, il cui valore si aggira intorno ai 40mila euro, è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.
A fronte di tutto ciò il gip ha disposto misure cautelari nei confronti dei due uomini, già conosciuti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili dei colpi, con l’aggravante della violenza sulle cose.
Custodia cautelare in carcere per Dritan Kacabuni, sospettato di aver preso parte a tutti e trenta i colpi, e obbligo di dimora all’interno del territorio comunale di Grosseto per Rusan Elezi, il quale avrebbe fornito supporto solo durante alcuni colpi. È intanto finita al centro di ulteriori indagini la rete di ricettatori con la quale avrebbero avuto contatti i due. Il sistema avrebbe infatti reso possibile l’immissione sul mercato della refurtiva, garantendo guadagni in denaro. —
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