Sicurezza
Andrea Buganza ai domiciliari dopo l’udienza
L’indagine che ha portato in carcere Andrea Buganza è condotta dalla polizia postale e delle telecomunicazioni di Grosseto che ha agito su indicazioni della Procura dell’Aquila coordinatasi con quella di Grosseto. Le carte sono giunte in Italia dalla polizia canadese, che ha segnalato il caso attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Secondo quanto rilevato dagli investigatori, i file a contenuto pedopornografico sarebbero stati scaricati già dal 2013. L’arresto è scattato dopo il ritrovamento di una «ingente quantità» di materiale: la polizia postale ha sequestrato tutte le apparecchiature trovate in possesso di Buganza, dopo aver riscontrato la presenza dei file video e audio in varie memorie e anche in un cloud. Buganza è adesso ai domiciliari. — P.S.
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