Sicurezza
SumiRiko, uno stillicidio Dei 120 dipendenti oggi ne sono rimasti 98
Sono tutti in cassa integrazione È stato prospettato soltanto il trasferimento a Chivasso. Bardelloni (Uil): «Investimenti fatti a Torino e non qui»
scarlino. Dei 120 operai che lavoravano all’interno della SumiRiko di Scarlino oggi ne restano 98, tutti in cassa integrazione, e lo stillicidio va avanti da mesi, da quando i vertici giapponesi hanno puntato su una riorganizzazione interna dell’azienda. Maggio per i lavoratori si è dimostrato un altro mese difficile, anche se qualcuno è rientrato, momentaneamente, a lavoro. I sindacati, però, non demordono e domani è previsto un tavolo per discutere la situazione. Ai dipendenti è stata prospettata solo l’alternativa del trasferimento a Chivasso, nel Torinese, dove ha sede un’altra fabbrica del gruppo giapponese.
SumiRiko, con la sua sede di Scarlino, rappresenta un’importante industria manifatturiera specializzata nelle produzione di tubi di alimentazione ad alta pressione, aria condizionata, bocchettoni e altre componenti che vengono utilizzate da importanti case automobilistiche internazionali.
«L’azienda qui aveva cercato di fare investimenti che poi sono stati fatti a Torino, nonostante il progetto fosse del direttore di Scarlino» spiega il segretario provinciale della Uil-Tec Walter Bardelloni. E se a molti è stato prospettato il trasferimento ad altri è stata dato direttamente il foglio di licenziamento. Per i 98 che oggi si trovano in cassa integrazione le prospettive lavorative non sono delle più rosee: «Producono i tubi ad alta pressione per le macchine, per i condizionatori e per i freni e hanno anche trovato una specializzazione perché prima facevano solo tubi lineare e ora fanno i preformati: un lavoro nuovo che il mercato paga molto di più – spiega Bardelloni –Un lavoro più complesso che ha permesso di salvare un po’ la situazione. Ma forse non è bastato».
Nessuno degli operai ha accettato il trasferimento a Torino e alcuni hanno concordato una buona uscita. Venti persone sono già a casa e altre 98 stanno ricevendo la cassa integrazione. «Nonostante la diversificazione dei prodotti, il mercato è in caduta libera – prosegue Bardelloni – Il problema è che non sono mai state fatte politiche che sono andate verso queste aziende ma puntare solo sul turismo non paga, né a livello locale né nazionale: lavorare solo tre mesi l’anno significa avere tantissime disoccupazioni durante il periodo invernale, persone che pesano sulle casse dello Stato».
«In un momento di difficoltà forte del lavoro sul nostro territorio – ha detto il candidato sindaco per Follonica Francesco De Luca – vorremmo esprimere la nostra vicinanza ai lavoratori di SumiRiko, che hanno visto trasferire parte della produzione a Torino. Crediamo che il territorio non debba conoscere limiti di pianificazione, ma vada pensato come unicum. Proponiamo di costituire un ufficio di piano unico tra Scarlino e Follonica – conclude – sarebbe un’innovazione importante, non è mai stato fatto». –
G.S.
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