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«Non ero padrona in casa Venivo maltrattata anche dai miei suoceri»
GROSSETO. Un’intera famiglia è imputata al tribunale di Grosseto. E sono stati gli stessi componenti a presentare querela uno contro l’altro. Le accuse, a secondo dei casi, sono di maltrattamenti, violenza privata e minacce, scandite in un susseguirsi di episodi che hanno portato questa famiglia, un tempo residente nell’entroterra maremmano, a sgretolarsi, sebbene i problemi siano continuati anche dopo la separazione.
L’uomo, il marito 46enne, è accusato di maltrattamenti, in quanto fino al 2016, stando a quanto raccontato dalla donna alle forze dell’ordine, avrebbe offeso, colpito e schiaffeggiato l’ex moglie, 42enne. «Non ero padrona in casa mia», ha raccontato la donna nel corso dell’udienza celebrata ieri mattina, particolarmente lunga e delicata, rispondendo alle domande della viceprocuratrice onoraria Fidelia Dompetrini, spiegando che pressioni e maltrattamenti sono arrivati anche dai suoceri. «Era un litigio continuo: dovevano mettere bocca su tutto», ha detto la 42enne, assistita dall’avvocato Patrizia Fabiani. Tant’è che anche il suocero, 74enne, è imputato nel processo con l’accusa di violenza privata, in quanto un giorno, quando già la coppia si era sperata, riaccompagnando i nipoti a casa del figlio, avrebbe trovato l’ex nuora nell’abitazione e strattonandola la avrebbe costretta ad uscire fuori dicendole «stai zitta ed esci da questa casa». I due uomini sono difesi entrambi dall’avvocato Alessandro Cerboni, il quale durante l’udienza ha provato a definire meglio i contorni della vicenda, chiedendo ad esempio se fosse vero che i suoceri pagarono metà del mobilio della casa. «Sì, ma io ero prigioniera: era una gabbia dorata», ha detto la donna. «Perché non ha denunciato prima?», ha chiesto l’avvocato alla 42enne: «Perché avevo paura», ha risposto lei, a suo volta imputata per minacce, visto che dopo la separazione avrebbe minacciato il marito dicendogli: «Stai attento, ho una pistola e la userò contro di te».
Una vicenda contorta, in cui sono molti i testimoni da sentire per riuscire a ricostruirne i contorni. Tant’è che il giudice Marco Bilisari ha rinviato il processo a un’udienza fiume prevista per il prossimo autunno. —
Alfredo Faetti
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