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Edifici in degrado, l’Ance al sindaco: "Non è politica, ma l'azione dei cittadini"

Francesca Ferri
Edifici in degrado, l’Ance al sindaco: "Non è politica, ma l'azione dei cittadini"

L’associazione difende la campagna dei nastri gialli. E intanto arrivano nuove foto dalle ex colonie e da via De’ Barberi

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GROSSETO. L’Ance Grosseto fa quadrato intorno alla nuova campagna #bloccadegrado e risponde al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Il primo cittadino nei giorni scorsi – dopo aver visto la prima segnalazione di un grossetano riguardante l’ex orfanotrofio Garibaldi di proprietà del Comune – con un video su Facebook ha detto di sentirsi «chiamato in causa», ha parlato di una «iniziativa inopportuna» perché «vicina alle elezioni europee» e perché «attira l’attenzione del cittadino e del turista sulle cose negative». Ha in sostanza attribuito a #bloccadegrado una «connotazione politica».

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Il presidente grossetano dell’Associazione nazionale costruttori edili Rossano Massai e il direttore Mauro Carri hanno convocato ieri una conferenza stampa per replicare, fornire i primi dati e spiegare lo spirito dell’iniziativa che, lanciata il 10 maggio a livello nazionale, invita le persone a fotografare edifici, cantieri e luoghi fatiscenti con cartelli e nastro giallo neri con scritto «Degrado in corso».

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«Nessuna polemica, ma qualche precisazione», dice il presidente Massai. Per prima cosa «dietro a questa iniziativa non ci sono appoggi politici – dice il presidente –. Riteniamo che interessare i cittadini possa solo essere positivo».

Secondo punto: l’iniziativa riguarda tutta l’Italia, non solo Grosseto, e i cittadini possono segnalare tutte le situazioni che ritengono di degrado, «sia private che pubbliche», sottolinea il presidente. Come a dire, se il proprietario di un edificio in degrado è un ente pubblico, non è certo colpa di chi fa la segnalazione o dell’associazione che sollecita i cittadini a indicare quali zone hanno bisogno di essere sistemate.

Danni di immagine agli occhi dei turisti? «Non vedo controindicazioni per il turismo», dice ancora Massai.

Il presidente rivendica piuttosto i buoni risultati di un’altra campagna di Ance, la #sbloccacantieri, pur rammaricandosi di qualche istanza non pienamente accolta.

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«Con lo #sbloccacantieri – spiega l’associazione – sono state selezionate oltre 700 situazioni (in Italia) che sono state veicolate ai ministeri competenti e alle Regioni». Tra queste anche il nodo Aurelia. «Questo – dice l’Ance – è servito per offrire una visione plastica e incontrovertibile della gravità che della situazione che comporta difficoltà economiche al Paese, al settore edile e alla società civile nel suo complesso».

E se la campagna #sbloccacantieri, spiegano Massai e Carri, vuole sollevare il problema dell’eccesso di burocrazia, la stessa filosofia di coinvolgimento delle persone sta alla base della campagna #sbloccadegrado: chiamare i cittadini a segnalare.

«La questione non è “di chi è la colpa” – spiega il direttore Carri –. Questo è un momento di osservazione da parte degli organi decisori in vista delle Europee. Non si deve confondere le strumentalizzazioni con le segnalazioni».

E proprio le segnalazioni cominciano a fioccare. Dopo quella sull’ex Garibaldi e zona di via Roma e stazione, all’Ance sono arrivate foto “segnaletiche” di edifici in degrado dalle due ex colonie Saragat e Bodoni a Marina di Grosseto e del cantiere del Consorzio Etruria, fermo da anni, del Peep in via De’ Barberi. —

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Dove si trova il kit per le segnalazioni

Il kit di cartelli e nastri gialli e neri si ritira nella sede dell’Ance a Grosseto in viale Monterosa 56 o si scarica da www.bloccadegrado.it. Ritirato il kit, il cittadino va sul luogo che vuole segnalare, appende il nastro e il cartello e scatta una foto che va caricata su www.bloccadegrado.it e condivisa sui social con l’hashtag #bloccadegrado.


 

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