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Cicloturismo e partecipazione Così Lanzillo vede il futuro
capalbio. Valerio Lanzillo, medico, classe 1953, è uno dei tre candidati sindaco di Capalbio. La sua lista, La nostra Capalbio, è una civica sostenuta dal centrodestra. Lanzillo ha sempre precisato di essere un civico, di accettare, proprio perché civico, i voti di tutti coloro che si riconosceranno nel suo progetto.
Lanzillo, cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco?
«Sono nato e cresciuto a Capalbio dove faccio il medico. Mi sono reso conto che il paese si sta spegnendo, un paese che mi ha dato e a cui ho sentito il bisogno di restituire qualcosa mettendomi in gioco per dare vita a un’amministrazione vicina ai cittadini».
Secondo lei di cosa ha bisogno Capalbio?
«Di sviluppo turistico ed economico che miri a preservare il territorio. Le bellezze che abbiamo non devono essere intaccate. Si deve puntare sullo sviluppo sostenibile».
Quale sarà il suo primo atto se diventerà sindaco?
«Prima di tutto dobbiamo vedere la situazione economica del Comune e il bilancio. Non capiamo bene, in questo momento, quale sia la situazione dell’ente. Sembra che la Corte di Conti ci abbia bacchettato. Da parte nostra abbiamo esaminato la Tari che per alcune aziende e cittadini è insostenibile. Cercheremo di migliorare la situazione».
Pregi e difetti dei suoi avversari politici.
«Marco Donati non ha il polso del territorio essendo andato via da Capalbio. È una brava persona, onesta, però credo che sarebbe un sindaco che delega ad altri la conduzione della macchina amministrativa. Settimio Bianciardi è un ottimo tecnico, ha un ottimo eloquio, quando parla sembra che dica verità assolute e spesso va oltre, come quando vuol fare una rotatoria sull’Aurelia. Ha, secondo me, un conflitto di interessi fra la sua professione di tecnico e quella di sindaco. Sarebbe un problema etico di difficile soluzione».
Se dovesse perdere che tipo di opposizione farà?
«Amo la legalità. Starò molto attento al mantenimento del territorio. Appoggerò solo progetti sostenibili che facciano il bene di Capalbio. Voglio che Capalbio cresca e cercherò di portare all’attenzione dell’amministrazione i bisogni dei cittadini che spesso non sono ascoltati».
Perché gli elettori dovrebbero votare per lei?
«Con me si cambia rotta e si va verso un’amministrazione diversa fatta di compartecipazione dei cittadini capalbiesi. Saranno i cittadini che ci daranno l’aiuto di idee per sviluppare il territorio e mettere a regime i suoi aspetti critici».
Il punto di forza del suo programma?
«Una delle cose più importanti è lo sviluppo del turismo. Ho la fissa delle piste ciclabili. Girando il mondo ho visto che il cicloturismo permette di avere visitatori tutto l’anno. Non possiamo puntare solo sul mare. Un aspetto importante del programma riguarda le fasce deboli dei cittadini. A Capalbio non esiste una casa di riposo con stanze per l’accoglienza temporanea. Ci batteremo perché ne nasca una. Un posto principale avrà la scuola».
Che cosa è mancato, secondo lei, all’amministrazione di Luigi Bellumori?
«Luigi Bellumori è un ottimo comunicatore, ha fatto tante promesse ma pochi fatti. I servizi sono carenti. Se fai pagare le tasse devi dare servizi». — I.A.
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