Sicurezza
Il Comune è contendibile Bianciardi: «Siamo noi la svolta per il territorio»
Il candidato della lista civica Adesso per Capalbio: «Lanzillo? Medico capace, ma digiuno di amministrazione In Donati pregi non ne vedo»
capalbio. Anche Capalbio, presto, eleggerà il suo sindaco. Qui le amministrative hanno un sapore tutto speciale. Soprattutto per il centrodestra. Capalbio è da sempre indicato come il “regno” degli intellettuali del centrosinistra, ma la vittoria del centrosinistra non è più scontata come lo era una volta. Il sindaco uscente, Luigi Bellumori, non si ripresenterà e il Pd ha scelto di puntare su Marco Donati. In campo sono scesi anche Settimio Bianciardi, che guiderà la lista Adesso per Capalbio e Valerio Lanzillo, candidato di La nostra Capalbio, lista civica che ha il sostegno dichiarato anche se non ufficiale del centrodestra. E la prospettiva di una vittoria è ritenuta così attuabile da far dichiarare a Matteo Salvini che «uno dei nostri sarà sindaco di Capalbio». Si saprà a tempo debito. Di certo ci prova Settimio Bianciardi, il primo candidato a cui Il Tirreno ha rivolto le sue domande.
Cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco?
«Mi ha spinto il senso civico, perché il Comune ormai è in discesa libera. Capalbio mi ha dato molto e vorrei restituirgli parte della mia capacità. Faremo programmi a lungo termine». .
Secondo lei di cosa ha bisogno Capalbio?
«Il Comune ha bisogno di un rilancio su tutti i fronti. Abbiamo pensato, per questo, al marchio Capalbio, un consorzio di ristoratori, produttori, hotel ed altre realtà che promuovano il territorio».
Quale sarà il suo primo atto se dovesse diventare sindaco di Capalbio?
«Prenderemo in mano il programma degli eventi estivi, in modo da assicurare un maggiore intrattenimento, e rivedremo l’organizzazione di alcuni uffici».
Pregi e difetti dei suoi avversari politici.
«Lanzillo è un medico capace, ma non ha esperienze di amministrazione. Per quanto riguarda Donati, invece, in lui vedo solo difetti. Ha una mentalità arretrata per poter gestire un Comune come Capalbio, da quale vive lontano».
Se dovesse perdere che tipo di opposizione farà?
«Se i cittadini riterranno di non scegliermi per la seconda volta allora, probabilmente, non vorranno fare il salto di qualità».
Qual è il punto di forza del suo programma?
«Entrare all’interno dell’amministrazione con una mentalità più aziendale che politica. Per me il Comune è come una società per azioni. Capalbio ha bisogno di riportare i capalbiesi a Capalbio. Voglio fare case a prezzi agevolati per i capalbiesi e in 5 anni voglio riportare qui 50 famiglie. Devo lavorare per questo, così come per tenere aperte le scuole».
Che cosa è mancato, secondo lei, all’amministrazione di Luigi Bellumori?
«In 10 anni di amministrazione Bellumori è stato un accentratore. Ma una sola persona non può gestire un apparato da 6 milioni di euro di bilancio. Con Bellumori nessun assessore è mai andato in Regione e nessuno a Firenze conosce gli assessori di Capalbio».
Perché gli elettori dovrebbero votare per lei?
«In questi anni sono stato capace di cambiare, evolvendo, la mia vita professionale. Vorrei fare lo stesso con la mia amministrazione. Noi vogliamo essere la svolta per il Comune di Capalbio». —
Ivana Agostini
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