Il Tirreno

Grosseto

PUNTERUOLO ROSSO

Giù le palme morte, ma il problema restano quelle "infestate"

Elisabetta Giorgi
Giù le palme morte, ma il problema restano quelle "infestate"

In piazza Pacciardi la pianta simbolo sarà rimossa in settimana. Gli esemplari "morenti" sono assaliti da larve

5 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il punteruolo rosso continua a colpire e a progredire in città. A Grosseto palme moribonde o già morte sono sulle Mura, in centro e nel centro storico. Almeno 3 sono malate in via Porciatti; una è defunta da tempo in piazza Pacciardi (ex "piazza della Palma") e così altre 2 sul Bastione Molino a vento. Hanno il ciuffo che si affloscia, foglie ciondolanti, la chioma intera che progressivamente deperisce fino alla morte dell'intera pianta. Questa settimana il Comune abbatterà la "palma" di "piazza della Palma", ovvero il suo storico simbolo che ormai da mesi (ancora in piedi pur essendo senza vita) non ha più ragion d'essere. Ma il problema in città non sono le piante morte da parecchie mesi, che (passato tutto questo tempo) non possono essere più reinfestate e non costituiscono più un rischio di diffusione del parassita - semmai possono diventare pericolose perché a rischio crollo, in prospettiva - Il problema sono le palme "morenti", cioè quelle non più recuperabili ma che hanno ancora tessuti freschi in grado di nutrire e far completare il ciclo di sviluppo larvale al punteruolo rosso, con il rischio di provocare altre infestazioni. Fondamentale, ogni volta, sarebbe agire con tempestività. Tutto ciò avviene?

Palme numerate. Nel lungo filare di via Porciatti diversi esemplari hanno cartellini identificativi con numeri, segno che sono "attenzionati" da Comune e Sistema, società inhouse del Comune incaricata delle manutenzioni. Il Tirreno ha chiesto lumi a un agronomo libero professionista, Marco Mencagli, il quale per le palme in via Porciatti - in base a quel che ha potuto osservare da terra (servirebbe un'indagine più approfondita con braccio elevatore e cestello, data l'altezza) - valuta che «risentano di un attacco grave ma al momento non sembrerebbero compromesse: è chiaro che un intervento di urgenza è indispensabile perché appena si rialzano le temperature le larve cominceranno a lavorare più velocemente portando a morte le piante, o provocando un danno irreversibile in pochi giorni».

Larve all'assalto. Le larve stanno lavorando nutrendosi anche in questo periodo. Ma come si muovono, come lavorano, e come funziona il loro ciclo vitale? «Normalmente - spiega l'agronomo - in un attacco di questo genere si contano parecchie larve per pianta, spesso alcune decine: le uova vengono depositate da ciascuna femmina fecondata in un numero piuttosto alto». Quando si sviluppano le larve, non tutte raggiungono la maturità. «Qualcuna muore per varie cause anche ambientali, ma quando si vedono i sintomi su una palma di quelle dimensioni, ciò avviene perché non c'è una sola larva che "mangiucchia" o scava la galleria nei tessuti, bensì molte larve che provocano un danno esteso. A questo danno si accompagna poi la marcescenza, cioè i marciumi provocati dai funghi e batteri sulle parti lesionate, che si diffondono e spesso provocano la perdita totale dei tessuti che originano le foglie». La pianta muore perché in quei tessuti morti viene interrotta la circolazione linfatica tra radici e foglie. Il danno pesantissimo alla parte aerea provoca la loro fine. E in via Porciatti a che punto siamo? «...Di sicuro è un attacco grave», dice l'agronomo. Cosa fare allora?

Gli interventi. «Normalmente, in questi casi si fa una vera e propria operazione dendrochirurgica che consiste nello scavare i tessuti attaccati per raggiungere un po' tutte le larve - risponde il professionista - Segue poi un trattamento insetticida e fungicida, per poi proteggere la parte scavata che resta parzialmente esposta alla luce e all'aria, con l'auspicio che si riformi un'area di cicatrizzazione. Si spera che da lì in poi si ricreino tessuti che tornino a produrre foglie, ma non è scontato». Dipende da quanto è esteso il danno, da quanto la pianta ce la fa a reagire ai primi caldi e alle temperature in crescita. «In condizioni di stress è possibile che la pianta collassi e muoia. Quest'operazione è comunque indispensabile tentarla finché il danno è ancora contenuto, perché se non la si fa la palma muore inevitabilmente. Ma anche se la si fa c'è solo da sperare (e non è per nulla scontato) che una pianta di queste dimensioni abbia ancora una parte di tessuti giovani in grado di riprodurre nuove foglie e una chioma non dico normale, ma accettabile». Non c'è certezza matematica. «Magari la pianta è debole o interviene un ulteriore attacco, o non si è fatta una buona pulizia e sopravvivono alcune larve che riprendono l'infestazione: ma bisogna tentare perché l'alternativa è la morte e l'abbattimento».

L'abbattimento. Abbattere un esemplare così grande e colpito dal punteruolo, a parte il costo non indifferente, non è neppure semplice e ha procedure diverse rispetto agli altri alberi. «La palma va separata in pezzi, ciascun pezzo messo in sacchi neri sigillati per evitare che si disperda materiale colpito - prosegue l'agronomo - Il terreno va protetto con un telo perché eventuali residui non restino sul posto; il tutto smaltito nei modi previsti dalla legge e nei siti autorizzati».

Serve tempestività. Quando si deve agire in caso di infestazione? «L'intervento dev'essere sempre tempestivo. Lasciare la pianta in piedi in quel modo significa consentire alle larve di compiere il loro ciclo di sviluppo - conclude il professionista - produrre nuovi adulti e reinfestare le piante vicine». Stesso discorso fatto per via Porciatti vale per il Bastione Molino a vento, sulle Mura: qua sono visibili da tempo 2 palme morte. «Andavano già eliminate al momento della constatazione dell'irreversibilità del danno - dice l'agronomo - Il piano regionale di intervento contro il punteruolo rosso stabilisce che quando una pianta non è più recuperabile deve essere abbattuta tempestivamente, proprio per eliminare il rischio di altre infestazioni. È un obbligo di legge».Il punteruolo vola, è un insettone che si sposta anche di parecchie centinaia di metri.E lì davanti alle Mura, a poche decine di metri, c'è il parchetto di piazza Caduti sul lavoro, che conta altre 20, bellissime palme della stessa specie, Canariensis. Purtroppo un esemplare parrebbe già gravemente colpito.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini