Dai Maggerini alle minimoto «Salviamo gli eventi pubblici»
Dopo gli appuntamenti saltati o ridimensionati, Pd e Lista Mascagni sollecitano il sindaco e la giunta ad andare incontro a chi vuole organizzare manifestazioni
GROSSETO. Mai più un Primo Maggio senza le voci dei cantori a Braccagni. Mai più una manifestazione popolare attesa, annunciata e poi annullata, come la “carica” di go-kart e minimoto che avrebbe dovuto “invadere” il parco Giotto e poi non se n’è fatto nulla. Salviamo i (piccoli grandi) eventi dalle “trappole” tese dalla burocrazia; o meglio: aiutiamo promotori e organizzatori di appuntamenti di interesse pubblico a rispettare le norme senza che ne siano vittime. C’è in ballo l’interesse dei cittadini a godere di manifestazioni che si prendono cura delle tradizioni e/o animano Grosseto.
È l’invito che arriva dai consiglieri comunali di opposizione Carlo De Martis e Marilena Del Santo della lista Mascagni Sindaco e Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati del Pd che – con una mozione inviata al presidente del Consiglio comunale – sollecitano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e la Giunta a mettere a punto un protocollo per l’organizzazione di eventi pubblici.
Lista Mascagni e Pd propongono «un percorso, facoltativo e a costo zero che permetta di individuare tempestivamente eventuali criticità consentendo un’efficace risoluzione, evitando o riducendo al minimo il rischio di esiti inattesi, come avvenuto nei casi più recenti». Il Primo Maggio di Braccagni saltò perché gli organizzatori presentarono una Scia quando serviva altra documentazione e, saputo dell’inghippo, non rimaneva tempo per rimediare. All’ultimo momento è stata ridimensionata la tradizionale Festa dello Sport organizzata dal Comitato locale Uisp. E in Zona Cesarini è stato cancellato “Motori al velodromo”. «Ciascuna di queste manifestazioni – sottolineano Pd e Lista Mascagni – è stata annullata o ridimensionata all’ultimo momento per motivi di ordine tecnico e burocratico: un brutto colpo per gli organizzatori e per tutti coloro che partecipano a questi eventi». «E ci saremmo attesi qualcosa di più dal sindaco e dei suoi assessori – aggiungono i consiglieri di opposizione – che non hanno saputo far altro che scaricare le responsabilità sugli organizzatori».
È un dato di fatto che dopo la tragedia di piazza San Carlo a Torino – era luglio 2018 – le regole che disciplinano l’organizzazione di eventi pubblici siano divenute più complesse e articolate oltre che onerose sul fronte degli adempimenti. L’intento del legislatore, che è stato quello di innalzare i livelli di sicurezza, trova tutti d’accordo. Ma perché gli ostacoli non portino i promotori a perdere tempo e risorse o – sarebbe l’ipotesi peggiore – a desistere dall’organizzare l’evento, l’opposizione, chiede «la definizione di un percorso condiviso nel quale siano coinvolti collegialmente il soggetto organizzatore e i settori dell’ente competenti, sul modello della conferenza dei servizi. Crediamo – concludono – che un’amministrazione comunale debba fare tutto quanto possibile per garantire che certe esperienze non muoiano ma, anzi, crescano». –
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