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Reati in calo sul territorio In un anno dimezzati i furti
Cinque le rapine da gennaio a maggio, nello stesso periodo del 2018 furono 19 Ecco i numeri forniti dalla prefetta durante il convegno sulla sicurezza urbana
Confrontando lo stesso periodo, gennaio-maggio, del 2018 con quello del 2019 viene fuori quel calo del 25, 5 per cento dei reati in Maremma, annunciato nei giorni scorsi dal ministero dell’Interno. È stata la prefetta Cinzia Torraco ad entrare nel dettaglio, offrendo alcuni numeri legati alla Provincia dove i furti, nel giro di un anno, sono scesi da 1.363 a 899. A Grosseto città, i furti nel 2018 sono stati 722, nel 2019, invece, 371. Le rapine, d’altra parte, sono scese da 19 a 5. I numeri sono stati resi noti durante il convegno “Prospettive criminologiche e normative per una gestione integrata della sicurezza urbana”, organizzato dall’Università di Siena in collaborazione con il Comune, incentrato sulla percezione che i cittadini hanno della sicurezza. Su questo tema sono stati distribuiti questionari a quasi un migliaio di grossetani, così da capirne le sensazioni. «Questo progetto nasce dall’idea di sondare la cittadinanza attraverso uno strumento basato sulla linea teorica della sicurezza sostenibile», spiega la criminologa dell’ateneo senese Anna Coluccia. Per “sicurezza sostenibile” si intende il grado di vivibilità realisticamente realizzabile in un certo luogo, in considerazione sia del livello di criminalità sia dell’insicurezza e della paura presenti nella popolazione. Si tratta di un approccio scientifico ai temi della sicurezza e del contrasto alla criminalità, piccola o organizzata che sia. Con questo spirito, i promotori del progetto hanno stilato un questionario, che è stato poi sottoposto a circa 750 cittadini grossetani per sapere quale fosse la loro percezione di sicurezza e quali i loro pareri sulle eventuali criticità ad essa connesse.
«Il fattore principale sulla percezione della sicurezza è il legame che ci unisce con il luogo in cui viviamo – spiega lo psicologo Andrea Pozza – Quando il luogo subisce trasformazioni, la percezione cala: a questo punto diventa fondamentale l’informazione circa le novità».
Il progetto condotto dall’Università di Siena ha permesso anche di fare una sorta di mappatura dei reati in città, strada per strada, cercando di capire quali sono le zone più sensibili. Il risultato è che i punti più a rischio sono risultati gli stessi elencati dalla prefetta durante il suo intervento, come le Mura medicee e i luoghi di ritrovo giovanili, in cui nell’ultimo anno sono stati aumentati i controlli, anche grazie alle nuove disposizioni normative, come ha ricordato Torraco.
«Finalmente si affronta il problema della sicurezza dal punto di vista scientifico – dice Fausto Turbanti, assessore competente del Comune di Grosseto e promotore del convegno – Il tema è stato anche approfondito, ascoltando quasi mille cittadini. Tutto ciò costituisce un punto di partenza importante, il quale ci permette di investire risorse in maniera mirata, senza disperdere le nostre azioni». —
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