Il Tirreno

Grosseto

STEFANO ADAMI 

Quando il buio si proietta sul cammino della giustizia

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Il capitolo giustizia è sempre un capitolo complesso e delicato nei vari Paesi del globo terracqueo. Il cittadino, infatti, sa che per la regolamentazione delle questioni della vita sociale dovrebbe affidarsi, con cuore sereno, proprio alla giustizia. Senza timori. In animo lieve. Andate tranquilli dalla dea bendata. Salite con gioia i gradini del Tribunale. Ma in molti casi questo resta sulla carta. Perché la giustizia ha seguito, nei millenni di storia umana, un percorso duro, faticoso, contraddittorio. È il trekking della giustizia. Una maturazione lunga e difficile. In origine infatti giustizia era ordalia. Il giudizio di Dio. Lui vede tutto, non può fallare. Occhiutissimo. Sei indiziato di questo? Aspetta, ora ti fai una bella passeggiata sui carboni ardenti. Se provi dolore, berci, ahi ahi, male per te. Vuol dire che sei colpevole. Se tu fossi innocente, infatti, Dio ti solleverebbe dallo stato umano durante la prova, dal nervo sensibile alla scottatura, per proclamare la tua purezza (solo nel caso specifico, eh, per il resto rimani uno zozzo peccatore). Ma vedo che stai strillando. Dunque sei colpevole. Ora si passa alla pena. Che felicità. No, ma se ti diamo fuoco, guarda, in fondo è un bene per te. Ringrazia.

Sei indiziato di furto? Ma tu ti protesti colpevole. Vediamo un po’. Intanto ti tagliamo la mano. Non preoccuparti, se non sei stato tu, la mano ti ricresce tosto. Non vuoi confessare? Aspetta, adesso ti applichiamo un cavatappi al plesso solare. Dopo sarà un po’ meno solare. E vediamo che cosa dichiari. Ancora niente? Proviamo trasferendoti colonia di formiche nel naso. Questa era la giustizia in origine. Nei bui, lontanissimi inizi. Dopo un po’ si è cominciato a pensare, stranamente, che forse anche l’indiziato qualche diritto ce l’avesse. Innanzitutto il diritto a una giustizia in tempi umani. Non puoi aspettare decenni in gattabuia per sapere se ti tocca la pena o no. Oppure se un affare civile in cui sei coinvolto si risolverà in modo positivo o negativo. Intanto hai fatto la muffa. Poi, il diritto ad una giustizia “giusta”, come si dice. Imparziale. Terza.

Ma ahimè, spesso non ci siamo ancora. Processi lunghissimi, in cui non tutti gli attori sono ascoltati allo stesso modo. Si è visto in questi giorni con il sofferto caso delle studentesse Erasmus morte in un incidente del bus in Spagna tre anni fa. Il caso è stato definitivamente archiviato. Non è stata colpa di nessuno. Spesso è buio, freddo, grandina, mulina il vento anche sul cammino della giustizia. —



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