Il Tirreno

Grosseto

Materiale pedopornografico nel computer, arrestato un imprenditore 30enne

Pierluigi Sposato
Materiale pedopornografico nel computer, arrestato un imprenditore 30enne

La polizia postale lo ha portato in carcere dopo una perquisizione. Sequestrati anche il cellulare e schede di memoria

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GROSSETO. Un imprenditore grossetano trentenne è stato arrestato dalla polizia postale perché trovato in possesso di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.

L’arresto è avvenuto nelle prime ore del mattino di venerdì nell’abitazione in cui l’uomo vive con i genitori. L’indagato, che di mestiere fa l’esercente di locali pubblici, è stato rinchiuso nel carcere di via Saffi in attesa di comparire davanti al giudice entro i termini di legge. Gli agenti sarebbero intervenuti a conclusione di un’indagine più ampia, come avviene generalmente in casi simili, dal momento che le modalità di possesso e archiviazione del materiale ritenuto pedopornografico coinvolgono distributori e consumatori legati dall’architettura “peer to peer”, cioè paritaria. Uno scambio, in sostanza.

Individuati i file di interesse, gli investigatori risalgono agli utilizzatori del materiale attraverso l’Ip e arrivano poi a individuare il punto dal quale le foto o i video sono partiti oppure e anche nel quale sono giunti. Potrebbero essere numerosi, forse anche una decina, gli indagati: normalmente, operazioni come questa coordinate a livello centrale scattano in contemporanea in varie realtà italiane, o comunque in tempi ridottissimi.

In questo caso, le indagini sono partite da una segnalazione che ha fatto capo alla Procura dell’Aquila. La polizia ha compiuto prima un sopralluogo nell’abitazione, visionando computer e telefonini, nell’ambito di una perquisizione che ha dato esito positivo: materiale di interesse pedopornografico è stato trovato, non è dato sapere se in uno o più “device”, e i file sono stati ritenuti di numero tale da far scattare l’arresto. Sono stati trovati ed esaminati un computer portatile, un telefono cellulare, un paio di hard disk e altri supporti per immagazzinare dati. Tutti questi apparecchi sono stati sequestrati e saranno sottoposti a copie forensi e ad analisi per accertare il numero esatto e la natura di tutti i file contenuti, prima che possa essere mossa una contestazione precisa all’indagato.

Questi, che non risulta aver mai avuto problemi con la giustizia, ha nominato come difensore l’avvocato Massimiliano Arcioni, che si appresta a costruire la difesa anche ascoltando le parole dell’indagato, andandolo a trovare in carcere. Non sarebbe stata ancora fissata la data dell’interrogatorio per la convalida dell’arresto, che comunque deve tenersi entro le 96 ore dall’esecuzione del provvedimento, cioè entro martedì.

 

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